«Su Assad decideranno i siriani, non gli stranieri». La Casa Bianca chiarisce

La Casa Bianca fa chiarezza sul golpe siriano: il destino del presidente siriano dipende dal suo popolo. È quanto ha detto il segretario di Stato americano Rex Tillerson in una conferenza stampa ad Ankara, dopo l’incontro con il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu. “Lo status più a lungo termine del presidente Bashar Assad sarà deciso dal popolo siriano”, ha affermato il capo della diplomazia americana. Tillerson ha eluso alcune delle questioni più spinose, come quella dell’opposizione turca all’alleanza tra Washington e i militanti curdi delle Forze di protezione del popolo (Ypg), che Ankara considera un gruppo terroristico, impegnati nella lotta contro l’Isis in Siria. Il segretario di Stato si è limitato a sottolineare che “non c’è spazio” tra Turchia e Stati Uniti per le differenze sulla necessità di combattere lo Stato islamico, ammettendo che ci sono “scelte difficili da fare”. Tillerson ha poi riferito di aver avuto un “colloquio franco” con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Erdogan attacca Trump per la questione curda

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha esortato gli Usa durante il colloquio con il segretario di Stato Usa a lavorare con “attori legittimi” nel contrasto all’Isis in Siria. Lo hanno riferito fonti della presidenza turca, citate dal giornale Hurriyet, con un evidente riferimento ai piani di Washington in vista dell’offensiva a Raqqa e al sostegno ai combattenti curdi, che Ankara considera “terroristi”. Tillerson è giunto stamani ad Ankara e il colloquio con Erdogan è andato avanti per oltre due ore, come riferiscono le fonti, secondo le quali il presidente turco ha sottolineato la necessità di intensificare gli sforzi nel contrasto al terrorismo in Siria ripetendo che la battaglia va condotta coinvolgendo “attori legittimi”. Erdogan e Tillerson, aggiungono le fonti, hanno confermato l’impegno nella guerra al terrorismo e per la pace e la stabilità nella regione. Durante il colloquio, Erdogan ha anche ribadito la richiesta di estradizione del predicatore Fetullah Gulen, che vive in esilio in Pennsylvania dal 1999 e che è considerato dal governo di Ankara l’ispiratore del tentativo di golpe dello scorso luglio.