Sondaggio Ipsos conferma: Pd in crisi nera, il centrodestra unito è al 30%

Sono almeno tre le certezze regalate dal sondaggio sulle intenzioni di voto degli italiani effettuato dall’Ipsos di Nando Pagnoncelli e pubblicato dal Corriere della Sera. La prima: il M5S, balzato al 32,3 (+1,4 rispetto a febbraio) non risente in alcun modo dello sfascio amministrativo in cui versa la Capitale per responsabilità della sindaca grillina Virginia Raggi né delle polemiche interne che periodicamente riaffiorano in superficie come un fiume carsico, ultime quelle scoppiate a Genova per la designazione del candidato sindaco.

Il sondaggio: M5S prima forza con il 32,4%

Beppe Grillo ne è talmente convinto da aver imperiosamente silenziato ogni forma di dissenso dicendo sostanzialmente questa è casa mia e qui comando io. Fine della democrazia dell’uno vale uno; la seconda: il renzismo è in  crisi profonda. Il Pd è sceso al 26,8 per cento (-3). Il partito di Largo del Nazzareno non solo cede consensi a Bersani e compagni, il cui Mdp è stimato al 3,3 per cento, ma non appare in grado di attrarre nuovi elettori anche per effetto dello scandalo Consip che vede indagati, tra gli altri, Tiziano Renzi, padre dell’ex-premier e il ministro Luca Lotti. La terza: il centrodestra può tornare ad essere un polo di richiamo elettorale e quindi competitivo solo se riesce ad unire le proprie forze, che nel sondaggio di Pagnoncelli vengono così stimate: Lega e Forza Italia praticamente alla pari, con il 12,8 e il 12,7 per cento, e FdI-An al 4,6. Il totale conduce ad un lusinghiero 29,6 per cento che farebbe di un eventuale listone del centrodestra – salvo ovviamente diverse previsioni di una nuova ma molto ipotetica legge elettorale – il vero competitore dei grillini.

Il tripolarismo è ormai consolidato

Naturalmente parliamo di intenzioni di voto e l’esperienza, recente e passata, insegna che più un sondaggio è lontano dal momento in cui l’elettore va nella cabina e più è alto il suo margine di errore. Ma, al momento, questo effettuato da Pagnoncelli segnala il consolidamento dello schema tripolare con il Pd che Renzi pare destinato a riconquistare retrocesso a terza forza, dietro persino a quel centrodestra cui forse troppo sbrigativamente in molti hanno intonato il de profundis. A patto, ovviamente, che il centrodestra torni a fare politica.