Slot machine, ordine di arresto per Giancarlo Tulliani: è irreperibile

Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa nei confronti di Giancarlo Tulliani, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sul presunto riciclaggio internazionale legato ai proventi delle slot machine. L’arresto non è stato eseguito. Tulliani, che da tempo è residente a Dubai, per la magistratura italiana risulta irreperibile. 

L’inchiesta sulle video-lottery

Il provvedimento è stato emesso a seguito di un approfondimento investigativo nell’ambito dell’indagine su una presunta associazione a delinquere transnazionale che avrebbe riciclato i soldi sottratti al fisco italiano e dovuti come tasse per il gioco online e alle video-lottery. Per la stessa inchiesta, lo scorso dicembre, erano finiti agli arresti Francesco Corallo, considerato il “re delle slot”, Rudolf Theodoor Anna Baetsen, Alessandro La Monica, Arturo Vespignani e Amedeo Labocetta. I reati contestati erano peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Il riciclaggio sarebbe avvenuto tra l’Europa e le Antille. 

Il sequestro dei beni alla famiglia Tulliani

Giancarlo Tulliani, il padre Sergio e la sorella Elisabetta, moglie di Gianfranco Fini, erano finiti nell’inchiesta in quanto, secondo l’accusa, avrebbero avuto una parte nel riciclaggio. Per lo stesso motivo, a febbraio, era stato eseguito un sequestro preventivo di beni della famiglia pari a 5 milioni di euro. Nell’ambito dell’inchiesta era stato indagato anche Fini. 

La dichiarazione di Fini

«Nei giorni scorsi ho dato mandato ai miei legali, Francesco Caroleo Grimaldi e Michele Sarno, di chiedere ai magistrati di essere interrogato, e oggi ho dato loro mandato di querelare per calunnia Amedeo Laboccetta»,  afferma in una nota l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini.