Sequestro di beni a un rom: inesistente per il Fisco, aveva una villa di lusso

Nei fatti risultava essere un imprenditore in affari facoltoso: al fisco, però, risultava  completamente sconosciuto. La storia di quest’uomo, allora, di etnia rom, ricalca pedissequamente le orme di altri predecessori che, come lui, dopo anni di non ottemperanza agli obblighi fiscali e contributivi giustificati da un reddito pari a zero, risultavano poi proprietari di beni immobili e oggetti di valore da far impallidire anche il più scaltro degli evasori…

Sequestrata una villa di lusso a un rom

Dunque ci risiamo: ancora una volta, oggi, i Finanzieri della Compagnia di Chioggia in questo caso, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro d’urgenza di una villa composta da due appartamenti ed un garage, per un valore stimato di circa 300 mila euro, nei confronti di un imprenditore di etnia rom, completamente sconosciuto al fisco, e del proprio nucleo familiare, tutti gravati da numerosi precedenti specifici e responsabili di reati contro il patrimonio e la persona, come furto, rapina, lesioni personali. L’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale è il momento conclusivo di lunghe e accurate indagini svolte dalle Fiamme Gialle del Reparto clodiense nell’ambito della quotidiana attività di controllo economico del territorio. In particolare, a catturare l’attenzione dei Finanzieri, è stato – come spesso accade in questi casi – l’ingente patrimonio, anche di natura immobiliare, accumulato nel tempo dal clan familiare rom, nonostante l’assenza di qualunque tipologia di reddito dichiarato negli ultimi dieci anni: ricchezze del tutto inspiegabili se non considerandole come profitti illeciti o frutto di condotte penalmente e fiscalmente rilevanti.

Il clan dichiarava al Fisco zero redditi

Una volta che il clan familiare è entrato nel mirino mirino del fisco, poi, sulla base degli elementi acquisiti è stata interessata la Procura della Repubblica di Venezia che, in base a quelle che sono le sue competenze, ha attivato il procedimento di prevenzione, creando il presupposto per il contestuale sequestro dei beni di proprietà dei rom indagati, finalizzato poi alla successiva confisca. E non è ancora tutto: nonostante il procedimento attivato presso l’Autorità Giudiziaria lagunare, infatti, dai successivi approfondimenti eseguiti dai militari di Chioggia, è emerso che uno dei membri del clan familiare, ”formale” proprietario della villa che poi oggi è stata posta sotto sequestro, si stava dando da fare proprio per arrivare a vendere velocemente l’immobile, anche attraverso il ricorso a due agenzie immobiliari della zona. Sulla base di questi nuovi elementi acquisiti, il Tribunale del Riesame e delle Misure di Prevenzione di Venezia ha disposto il sequestro d’urgenza della villa che, al termine del procedimento, potrà essere acquisito al patrimonio dello Stato e utilizzato a vantaggio della comunità.