Sconfitto il governo della May: ora si allungano i tempi per attivare la Brexit

Il governo di Theresa May è stato sconfitto alla Camera dei Lords, dove i peers hanno approvato, con 366 voti favorevoli contro 268 contrari, un emendamento per un voto “significativo” sull’accordo finale per la Brexit, ovvero entrambe le camere dovranno votare l’accordo prima che sia finalizzato con l’Unione europea. Il Parlamento deve essere “custode della sovranità nazionale”, ha dichiarato l’ex premier Lord Heseltine, fautore dell’emendamento. L’emendamento approvato oggi era stato proposto dai laburisti. È il secondo intoppo per il governo May prima di avviare la procedura formale per la Brexit entro fine mese, dopo la sconfitta relativa alla protezione dei diritti dei cittadini europei residenti in Gran Bretagna. Theresa May deve ora riportare il disegno di legge alla Camera dei comuni.

La May sperava di attivare la Brexit entro il 31 marzo

Ora servono nuove modifiche al progetto di legge per la Brexit, lo strumento legislativo che consentirà al governo di attivare l’Articolo 50 del Trattato di Lisbona. La maggioranza dei Lord obbligherà il governo a sottoporre all’approvazione del Parlamento (Lord e Comuni) l’accordo finale che verrà concluso con Bruxelles al termine dei due anni di negoziati previsti dal Trattato. Il Brexit Bill, che era uscito senza modifiche dal passaggio alla Camera dei Comuni, viene quindi riscritto in alcuni suoi aspetti fondamentali dalla Camera non elettiva dei Lord. Proprio perché di nomina e non eletti, i Lord non possono apportare modifiche alle leggi, senza l’approvazione dei Comuni. Questo significa che il Brexit Bill dovrà fare ritorno alla Camera bassa e se questa rifiuterà di accogliere le modifiche, la legge inizierà a fare la spola tra le due camere, in quello che in gergo viene chiamato “ping pong parlamentare”. Tutto questo potrebbe tradursi in un inevitabile ritardo per la tabella di marcia fissata dalla May che spera di poter attivare l’Articolo 50 entro il 31 marzo.