Russi, turchi e Usa stanno per scatenare l’offensiva contro Raqqa

Sta per partire l’offensiva congiunta delle truppe di liberazione americane, russe, turche contro Raqqa, la città siriana rimasta l’ultimo serio baluardo dell’Isis. Rimane il nodo delle truppe curde, avversate da Ankara ma che sinora hanno combattuto contro l’Isis. Il capo dello Stato maggiore turco, Hulusi Akar, ha ricevuto oggi ad Antalya, nel sud del Paese, il capo degli Stati maggiori riuniti americano, Joseph Dunford, ed il capo dello Stato maggiore russo, Valery Gerasimov, in vista dell’operazione per liberare Raqqa, capitale del califfato in Siria. Nel corso dell’incontro, che non era stato preannunciato, i tre generali hanno discusso delle “questioni di sicurezza regionali comuni, a cominciare da Siria e Iraq”, si legge in una nota dell’Esercito turco.

La Lega araba si augura che l’Isis sia presto un ricordo

Intanto “il cessate il fuoco che è stato consolidato in occasione dei colloqui di Astana è un passo positivo per fermare lo spargimento di sangue in Siria”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Lega araba, Ahmed Abul Gheit, esprimendo la speranza che la tregua “venga rispettata”. Nel suo intervento al consiglio della Lega araba a livello di ministri degli Esteri in corso al Cairo, Abul Gheit ha messo in evidenza che “il raggiungimento di uno stop ai combattimenti non porterà automaticamente alla stabilità in Siria. Di conseguenza – ha aggiunto – non vi è alternativa a una soluzione politica della guerra in corso che soddisfi le aspirazioni del popolo e tenga conto dell’unità della Siria e della sua integrazione regionale”. Il leader della Lega araba ha poi criticato “la pressoché totale assenza araba” nelle varie iniziative “per una soluzione della crisi in Siria, rispetto alla considerevole presenza di forze regionali e internazionali, alcune delle quali non hanno per niente a cuore gli interessi arabi”. “La tragedia siriana è una ferita sanguinante nel cuore della comunità araba”, ha continuato Abul Gheit, augurandosi che “i colloqui in corso tra governo e opposizione siriani con il patrocinio dell’Onu possano continuare fino al raggiungimento di una soluzione”.

(foto Asian defence news)