Rudy Guede a spasso per Perugia grazie a un permesso premio. Un altro

Rudy Guede è di nuovo in permesso premio: e alla lunga lista degli oltraggi commessi alla memoria della povera Meredith, si aggiunge anche quest’ultima beffa, concessa dalla legge, garantita dai giudici. E non è la prima, né, temiamo, sarà l’utlima. Certo la notizia alla sua ennesima replica non fa più rumore come quella prima volta quando, telecamere e microfoni erano piazzati all’esterno del carcere Mammagialla di Viterbo. Quando i reporter – arrivati persino dall’Inghilterra – affollavano lo spazio antistante il portone dell’istituto di pena in attesa dell’uscita di Guede dalla cella, con tanto di nulla osta in mano a decretare la concessione della libera uscita. Ma è pur sempre un momento che solleva interrogativi e scuote le coscienze.

Rudy Guede in permesso premio

E così, arrivato ieri sera (mercoledì 15 marzo ndr) a Perugia per trascorrere il suo permesso premio nella casa della sua insegnante che non lo ha mai abbandonato nei suoi anni di carcere, Guede torna a godersi un lungo momento di libertà: una sensazione già assoporata a dicembre quando il detenuto condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per concorso nell’omicidio di Meredith Kercherper, era tornato a girare per le stradine di Perugia durante un altro permesso premio. Il giovane ivoriano, infatti, da qualche mese ha iniziato a usufruire dei permessi premio a sua disposizione e così, nella serata di ieri, a bordo dell’auto di un familiare della sua ex maestra , Guede è passato prima in caserma a Ponte San Giovanni, per firmare per il suo arrivo quindi, una volta assolte le incombenze burocratiche, si è allontanato senza concedere nessuna risposta ai cronisti presenti che gli rivolgevano domande e chiedevano la sua attenzione. Nei prossimi giorni, dunque, il detenuto soggiornerà nella casa della sua ex insegnante alle porte di Perugia e avrà il divieto di uscire dalle 18 alle 8 di mattina, quindi, all’inizio della prossima settimana, farà il suo rientro in carcere.

L’ultimo schiaffo alla memoria di Meredith

Le prime richieste rivolte al giudice di sorveglianza e rigettate ritenendo che il detenuto non avesse operato una revisione critica dei fatti che lo hanno coinvolto, sono ormai solo un lontano ricordo: e la memoria di quella povera studentessa inglese, brutalmente uccisa senza un perché, e che continua a non avere giustizia e verità, è sempre più sbiadita, perché le situazioni “paradossali” che hanno contornato da subito le vicenda giudiziaria dell’omicidio dell’universitaria inglese in trasferta studio a Perugia, continuano a punteggiare uno dei casi di cronaca più tristemente noto, la cui drammaticità si eleva all’ennesima potenza ogni volta che un nuovo capitolo giudiziario aggiorna e caratterizza il caso, facendo il punto sui suoi protagonisti. E allora, dopo le sentenze che hanno ribaltato il giudizio di primo grado e scagionato Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Dopo il battage pubblicitario legato al ritorno in libertà dei due ex imputati, tra fiction e libri, interviste e paparazzate al di qua e al di là dell’oceano, adesso arriva anche quest’ultimo schiaffo, sferrato in punta di codice, e puntualmente rilanciato dai media: Rudy Guede, l’unico dei tre giovani condannato per l’omicidio della giovane Meredith, è nuovamente fuori dalla sua cella per una licenza “premio”…