Romania, proteste senza fine: in piazza da giorni contro le sinistre

Sono ormai due settimane che i romeni scendono in piazza a decine di migliaia per protestare contro il governo e contro i suoi provvedimento definiti “salva-corrotti”. Già nei giorni scorsi il governo del socialdemocratico Sorin Grindeanu ha ritirato alcuni provvedimenti, ma questo non ha fatto scemare le proteste di piazza, che vanno avanti malgrado il clima rigido. Non si tratta di una semplice questione politica, ma sotto c’è da una parte l’esasperazione della gente contro la corruzione dilagante e inarrestabile, e dall’altra l’interessa dell’Unione europea, o di qualche Paese membro, a far sì che Bucarest perda il trattamento privilegiato che ha da parte di Bruxelles. In realtà sono centinaia in Romania i politici, gli imprenditori e i funzionari pubblici indagati o in galera per reati di corruzione, corruzione che mina seriamente l’equilibrio sociale e lo sviluppo economico del Paese. Persino il presidente del Senato Calin Popescu Tariceanu, che è leader di Alde, partito di coalizione al governo, dovrebbe andare a processo per corruzione e per falsa testimonianza quanto prima.

Il governo: proteste orchestrate dall’estero

Il governo di Bucarest sostiene che le proteste siano orchestrate e organizzate da politici che siedono a Bruxelles, al fine di mettere in discussione i nuovi stanziamenti dei cosiddetti fondi di coesione della Ue per Bucarest i cui negoziati riguardano il 2020. E’ evidente che il rinnovo dei fondi potrebbe seriamente danneggiare altri Paesi di quell’area geografica. Per questo, sostiene il premier, i romeni scendono in piazza, per chiedere le dimissioni del governi e le elezioni anticipate. Ma i manifestanti ribattono che sono scesi in piazza contro le proposte del governo di centrosinistra che voleva depenalizzare tutta una serie di reati dall’abuso di ufficio alla corruzione per favorire i membri del partito di governo. Il decreto contestato è stato ritirato, ma due giorni fa il governo ne ha presentato uno analogo o comunque sulla falsariga di quello ritirato. Il braccio di ferro continua.