Roma, la tenuta della giunta all’esame dell’aula. Ma la Raggi va in vacanza

Virginia Raggi si prende qualche giorno di vacanza fuori Roma per stare con il figlio e, è stato comunicato dal Campidoglio, per riposare un po’, come le avevano consigliato i medici dopo il ricovero in ospedale di qualche settimana fa. Nulla da eccepire: anche il sindaco di Roma ha diritto a una pausa, soprattutto se “prescritta” per motivi di salute. C’è un circostanza, però, che lascia perplessi sulla tempistica di questa vacanza di cui si è avuta notizia all’ultimo momento e che, non a caso, ha provocato una sollevazione delle forze d’opposizione: il sindaco salterà il consiglio comunale straordinario sulla stabilità politica della giunta dopo le vicende giudiziarie che hanno travolto il Campidoglio. 

Il consiglio straordinario era stato già rinviato

Il Consiglio straordinario era già convocato. Non solo, era stato già rinviato: era fissato per martedì scorso, ma era stato spostato per consentire la partecipazione della prima cittadina, che in quei giorni si sarebbe dovuta recare negli Usa per un viaggio istituzionale. La missione poi era saltata a causa della bufera di neve che aveva colpito New York, ma l’agenda dell’Aula Giulio Cesare era stata già aggiornata con il nuovo appuntamento. Dal Campidoglio hanno fatto sapere che, con Raggi in vacanza, al consiglio straordinario parteciperà il vicesindaco Luca Bergamo. Ma, vista la centralità e la delicatezza del tema, le opposizioni si sono ribellate, rivendicando la necessità della presenza del sindaco in aula e sollevando qualche sospetto sulla sua decisione di  prendersi una pausa proprio in questo momento.

FdI: «Viene da chiedersi, Roma oggi ha un sindaco?»

«È evidente che la situazione è imbarazzante», ha commentato il capogruppo di FdI in Campidoglio, Fabrizio Ghera, per il quale «il fatto che la sindaca non regga la pressione è un problema non solo suo, ma di tutti i romani». «Viene da chiedersi “oggi Roma ha un sindaco?”», ha proseguito Ghera, sottolineando che «fare un consiglio straordinario sulla stabilità della giunta senza il sindaco è anomalo, non ha senso». Per Ghera Raggi «probabilmente avrebbe dovuto essere più umile e ragionare con le opposizioni», mentre «in quasi un anno dal suo insediamento non c’è mai stato un dialogo, non è mai stata accettata una proposta, i cinque stelle si sono arroccati». 

Il Pd parla di «grave sgarbo istituzionale»

Per il Pd quello della prima cittadina è «un grave sgarbo istituzionale». «È naturale che debba essere il sindaco a riferire sulla tenuta della sua maggioranza», ha detto la capogruppo capitolina Michela Di Biase. «Sono mesi che aspettiamo che venga in Aula, è doveroso che venga lei», ha aggiunto l’esponente del Pd, spiegando che la vacanza, oltre che con la seduta sulla tenuta della giunta, rischia di coincidere anche con il consiglio comunale sul nuovo progetto dello stadio della Roma. «Si tratta di due riunioni importantissime», ha sottolineato Di Biase, chiedendo «al presidente dell’Assemblea, Marcello De Vito, l’immediato aggiornamento della seduta straordinaria» in modo che vi sia anche Raggi. «A nessuno può essere negato il bisogno di seguire i consigli dei medici, ma – ha concluso l’esponente Pd – la concomitanza di una sua insostituibile presenza in aula avrebbe consigliato maggiore riguardo istituzionale».