Rivolta nel carcere di Bollate, ma il direttore smentisce: «Solo una piccola lite»

La rivolta “fantasma”: c’è stata o non c’è stata? Le versioni contrastanti avvolgono la vicenda avvenuta nel carcere di Bollate in un alone di mistero. Da una parte il Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria, che denuncia una “situazione di estremo pericolo all’interno della Casa di Reclusione, dove sabato ci sarebbe stata «una violenta protesta di un gruppo di detenuti contro gli agenti di polizia penitenziaria che stavano per dare corso ad una ordinaria perquisizione nelle celle». Dall’altra il direttore del carcere, Massimo Parisi che, parla della reazione più che altro verbale circoscritta a due detenuti, in regime di transito e isolamento, subito ricomposta dal Comandante della polizia penitenziaria in servizio presso il penitenziario. I fatti si sono svolti sabato scorso. Secondo la ricostruzione del segretario regionale lombardo del sindacato Alfonso Greco ”la situazione è stata davvero pericolosa”. E spiega in una nota: «A distanza di circa due settimane dall’evento critico avvenuto al Terzo Reparto detentivo della Casa di Reclusione, anche sabato presso il Reparto Isolamento alcuni poliziotti penitenziari si sono imbattuti, durante l’espletamento di una routinaria perquisizione, in una situazione in cui i detenuti sono palesemente apparsi fuori controllo. Questi ultimi muniti di mazze di legno e sgabelli hanno inveito contro gli operatori con il chiaro intento di sferrare loro colpi, e ostacolandoli dai compiti istituzionali». Di più: «Non si riesce a comprendere -aggiunge Greco nella nota- il perché si verifichino tali episodi così frequentemente presso questo carcere, pioniere del tanto decantato ‘Progetto Bollate’, e nel quale dovrebbe fare ingresso solo utenza selezionata. Piuttosto esso si è trasformato in un Istituto nel quale gli agenti di polizia penitenziaria quotidianamente rischiano la loro incolumità e si trovano costretti a gestire detenuti che proferiscono parole del tipo ‘qui comandiamo noi’. Tale realtà non è più accettabile da parte del Sappe».

Bollate, nessuna rivolta in carcere secondo il direttore

Massimo Parisi descrive ben altra realtà composta sì da un momento di tensione tra due detenuti e gli agenti, ma quasi esclusivamente verbale, al più con un oggetto o un pugno sferrato al muro, senza incidenti, senza feriti e soprattutto subito ricomposta grazie al Comandante degli agenti in servizio a Bollate. «È accaduto, spiega Parisi, che due detenuti del reparto transito-isolamento, un italiano e un albanese, si siano ribellati verbalmente alla perquisizione delle celle. Uno dei due” che era già stato coinvolto in un diverbio al terzo reparto ed è in attesa di essere trasferito – aggiunge il direttore di Bollate – e l’altro verrà segnalato all’autorità giudiziaria e se sarà giudicato non idoneo a restare nell’istituto verrà trasferito anche lui, come previsto dal ‘progetto Bollate’ che tutti i detenuti si impegnano a sottoscrivere al loro ingresso. Ma la situazione, sottolinea in particolare Parisi «è stata subito riportata alla tranquillità grazie all’intervento del comandante della polizia penitenziaria».