Ricerca petrolifera, l’Eni torna da protagonista in Costa d’Avorio

Eni si aggiudica due nuovi blocchi esplorativi al largo della Costa d’Avorio, situati a circa 50 chilometri dalla costa. I due blocchi, denominati CI-101 e CI-205 e caratterizzati come deep offshore, si legge in una nota del gruppo petrolifero italiano, si trovano nella parte orientale del prolifico bacino del Tano, in cui Eni è già presente, e coprono una superficie complessiva di circa 2.850 chilometri quadrati. Il blocco CI-101 è ubicato fra i 200 e i 2.500 metri di profondità d’acqua, a 50 km a sud della capitale Abidjan, mentre il blocco CI-205 è tra i 2.000 e i 2.700 metri e a 80 km a sud-ovest della capitale. Eni detiene in entrambi i blocchi il ruolo di operatore, con il 90% di partecipazione, mentre la società di Stato Petroci detiene il rimanente 10%.

L’Eni era già presente nel Paese dal ’60

Questa nuova assegnazione si inquadra nella strategia dual exploration model, che punta all’acquisizione di blocchi esplorativi ad alto potenziale di idrocarburi con una larga quota di maggioranza, consentendo in seguito l’anticipata valorizzazione delle risorse attraverso la vendita di quote di minoranza. Eni opererà i due blocchi utilizzando tecnologie proprie e sfruttando importanti sinergie con altre attività operate nella regione, facilitando il time-to-market e la riduzione dei costi. Eni opera in Costa d’Avorio tramite la controllata Eni Côte d’Ivoire Limited, che nel 2015 ha acquisito il 30% del blocco esplorativo offshore CI-100. Queste attività esplorative segnano il ritorno di Eni nel Paese: il Gruppo era già stato attivo nell’upstream e nel downstream della Costa d’Avorio negli anni ’60 e negli anni ’80.