Raqqa, le famiglie dei terroristi stanno fuggendo a gambe levate dalla città

Circa 300 famiglie di combattenti stranieri del sedicente Stato islamico (Isis) hanno lasciato nelle ultime 24 ore Raqqa, roccaforte dell’organizzazione jihadista nella Siria settentrionale. Lo hanno riferito gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, un gruppo vicino all’opposizione con sede in Gran Bretagna. Secondo gli attivisti, le famiglie dei foreign fighters hanno lanciato la “capitale” dell’autoproclamato califfato per dirigersi nella provincia orientale di Deir Ezzor e in quella di Hama, dove ci sono zone ancora saldamente nelle mani dell’Isis. La notizia segue quella dell’arrivo nei pressi di Raqqa di 400 marines che affiancheranno i combattenti siriani sostenuti dagli Usa in vista dell’offensiva finale a Raqqa.

E i ribelli pro terroristi vogliono rinviare i colloqui di pace

Intanto si apprende che i “ribelli” invitati al terzo round di colloqui sulla crisi siriana in programma il 14 e 15 marzo ad Astana, in Kazakistan, hanno chiesto un rinvio dell’incontro per valutare la tenuta del cessate il fuoco annunciato dal ministero della Difesa russo dal 7 al 20 marzo e che, nello specifico, si applica nella Ghouta orientale, regione vicino Damasco in mano ai ribelli. “Il prosieguo degli incontri è legato a una valutazione dei risultati del cessate il fuoco e dell’impegno a rispettarlo”, hanno dichiarato in una nota i ribelli, i quali sostengono che le forze del regime stanno continuando a bombardare alcune aree in mano all’opposizione vicino Damasco, a Homs, a Daraa e Idlib.