Raid israeliani in Siria. Mosca convoca l’ambasciatore dello Stato ebraico

Il ministero degli Esteri russo ha convocato l’ambasciatore israeliano a Mosca, Gary Koren, per protestare e chiedere delucidazioni sui raid aerei compiuti da Israele vicino alla città storica di Palmira, nella provincia centrale di Homs in Siria. Lo ha comunicato il viceministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov, inviato del presidente Vladimir Putin per il Medioriente e il Nordafrica. La scorsa settimana l’esercito del regime di Damasco, di cui Mosca è alleata politica e militare, ha reso noto che jet israeliani avevano sorvolato lo spazio aereo siriano e colpito un obiettivo militare vicino a Palmira. Il regime di Bashar al-Assad ha quindi sostenuto che si è trattato di un atto di aggressione che non fa altro che aiutare i miliziani del sedicente Stato Islamico. 

Raid israeliani in Siria

Quello avvenuto il 17 marzo è il più grave scontro tra Israele e il regime di Damasco dall’inizio della guerra in Siria. Venerdì l’esercito siriano fedele al regime di Bashar al-Assad ha annunciato di aver abbattuto un jet militare israeliano e di averne colpito un altro mentre era impegnato in raid aerei contro obiettivi in Siria. L’esercito israeliano ha invece smentito che suoi aerei siano stati colpiti dalle forze armate siriane, ma per la prima volta ha confermato ufficialmente di aver eseguito operazioni nel Paese arabo. Sempre secondo fonti israeliane, nei raid sono stati colpiti sofisticati sistemi di combattimento destinati ai miliziani di Hebzollah, alleati di Damasco, e provenienti dall’Iran.