Raid della polizia tedesca nel centro salafita che frequentatava Amri

Reclutatori e imam radicali, indottrinati e incitati a colpire, ma anche sostenuti da una rete di appoggi e complicità in grado di garantire ai propri miliziani, protezione e fuga: sono loro gli inquietanti protagonisti dell’ultima vasta operazione compiuta dalla polizia tedesca in Bassa Sassonia.

Raid della polizia nell’associazione salafita in Bassa Sassonia

Polizia tedesca che al termine di una mattinata di perquisizioni contro esponenti dell’ambiente salafita in Bassa Sassonia, nel centro del paese, dove si trova l’associazione Deutschsprachiger Islamkreis Hildesheim e.V. (DIK), recentemente messa al bando perché accusata di radicalizzare i musulmani e spingerli a partecipare alla jihad nelle zone di conflitto di Siria e Iraq. Non a caso, allora, è proprio vicino alla sede dell’associazione che fu fotografato nel febbraio dello scorso anno il responsabile dell’attentato di Berlino, Anis Amri; anche lui, guarda caso, risultato essere stato a lungo in contatto con la rete di Ahmad Abdulaziz Abdullah A., alias Abu Walaa, un 32enne iracheno entrato nel 2000 in Germania e considerato il massimo referente dell’Isis nella Repubblica federale. L’uomo, peraltro, è stato arrestato nel novembre del 2016 in quanto sospettato di essere al vertice di un network jihadista-salafita che aveva il compito di reclutare giovani da mandare a combattere in Siria al fianco dell’Isis. 

Il centro è sospettato di radicalizzare e reclutare musulmani

Non solo: la zona di Goettingen e Hildesheim è conosciuta da tempo dalle aurtorità tedesche come punto di incontro dei salafiti radicali, ed è sempre in quella zona che risiedeva il suddetto Abu Walaa, come anticipato considerato il più pericoloso reclutatore dell’Is nel paese. L’operazione di oggi, ha tenuto a precisare allora il ministro dell’interno del Land, Boris Pistorius, non è in alcun modo diretta contro i tanti musulmani che vivono in pace in Germania, ma ha come obiettivo i fanatici che si servono di questa religione per appoggiare le organizzazioni come l’Is. Ai raid della polizia, scattati alle 6, hanno preso parte 370 agenti. Sono stati perquisiti i locali della moschea della DIK, oltre agli appartamenti di otto esponenti leader dell’associazione nella città e nei dintorni.