Quattro anni di Bergoglio in Vaticano: le innovazioni seminate da Francesco

“Un pontificato più da semina che da raccolto”. Così padre Antonio Spadaro,  gesuita e direttore della rivista Civiltà Cattolica, giudica il quarto anno del pontificato di Papa Francesco, alla guida della Chiesa dal 13 marzo del 2013. Un anno segnato da passaggi molto importanti su altrettanti temi cruciali.

Sono stati quattro i documenti vaticani ufficiali firmati dal Papa in questo anno di pontificato: a marzo l’esortazione apostolica Amoris Laetitia a conclusione del Sinodo sulla famiglia; a giugno la costituzione apostolica ‘Vultum Dei Quaerere‘ sul ruolo delle donne nella Chiesa e la lettera apostolica ‘Come una madre amorevole’ sulla pedofilia; a novembre la ‘Misericordia et misera‘ a conclusione del Giubileo straordinario. Proseguendo poi con i lavori del C9, il Consiglio dei Cardinali per la riforma della Curia, con ‘motu proprio’ ha istituito ad agosto due nuovi dicasteri vaticani: per lo sviluppo umano integrale e per i laici, la famiglia e la vita; oltre a emanare a settembre lo statuto della Segreteria per la Comunicazione e a ottobre quello della Pontificia Accademia per la Vita.

Significativi anche i luoghi scelti per i suoi viaggi apostolici: in Italia ad Assisi, oltre che nei luoghi colpiti dal terremoto; all’estero nell’isola greca di Lesbo meta dei migranti, in Polonia per la Gmg, in Svezia per i 500 anni della Riforma di Lutero, nonché nel Caucaso in Armenia, Georgia e Azerbaigian.

Osserva padre Spadaro: “L’esortazione apostolica ‘Amoris Laetitia’, a conclusione del Sinodo sulla famiglia, rappresenta bene l’immagine di questo pontificato, perché nella sua ampiezza descrive la realtà della vita per quello che è e non per come vorremmo che fosse, con le sue luci ma anche con le sue ombre. Non è astratta ma va sul concreto del vissuto familiare e fa appello al discernimento, senza proporre modelli inarrivabili o situazioni tanto idilliache quanto astratte; ma anche senza cambiare la dottrina. Discernimento che, con la misericordia, costituisce uno dei due pilastri del pontificato di Papa Francesco”.

Quanto al ruolo delle donne nella Chiesa, “è un tema molto grande e in divenire; c’è una mentalità maschilista e clericale che segna all’interno della Chiesa un modo di ragionare che non ha integrato pienamente la figura della donna nella vita ecclesiale. Vedo un processo aperto, senza pensare alla caduta dello steccato per le donne-prete”.