Putin incontra a sorpresa Marine Le Pen: «Uniti contro il terrorismo»

L’invito era arrivato dalla Commissione esteri della Duma, ma durante la sua missione in Russia Marine Le Pen è stata ricevuta, a sorpresa, anche dal presidente Vladimir Putin. Un colloquio nel quale, stando a quanto comunicato dallo stesso Cremlino, hanno avuto una eco le polemiche che in Francia avevano preceduto il viaggio della leader del Front National. 

Putin: «Non vogliamo influenzare le elezioni francesi»

«Non vogliamo influenzare in alcun modo le elezioni presidenziali in Francia, ma ci riserviamo il diritto di tenere contatti con tutti i rappresentanti delle forze politiche del Paese, come fanno i nostri partner in Europa e negli Stati Uniti», ha detto Putin, citato dall’agenzia di stampa Tass. «Assegniamo grande importanza alle nostre relazioni con la Francia e cerchiamo di mantenere relazioni di pari peso – ha chiarito ancora Putin – sia con i rappresentanti del governo attuale che con l’opposizione».

L’impegno comune contro il terrorismo

Ma Putin e Le Pen hanno parlato anche dell’importanza di «riconoscere la realtà del pericolo del terrorismo e di unire le forze nel combatterlo». Un tema che la leader francese aveva già affrontato durante l’incontro programmato con il presidente della Duma, Vjaceslav Volodin, assumendo un reciproco impegno per collaborare nella lotta «al terrorismo e all’islamismo». 

Le Pen: «Lavoro per una Francia sovrana e libera»

In Francia il viaggio di Le Pen, che arriva a meno di un mese dal primo turno delle presidenziali, era stato criticato alla luce del dibattito sulle ingerenze russe nelle elezioni americane, ma proprio intervenendo alla Camera bassa Le Pen ha invece tenuto un discorso declinato sul tema della sovranità nazionale francese. «Il mio impegno – ha detto la leader del Fn – è che la Francia possa riconquistare la sua sovranità, libertà e una politica estera armoniosa e strategicamente solida come quella di Charles de Gaulle». Questa, ha aggiunto Le Pen, «è la mia battaglia, la mia strategia, e oso sperare che la vittoria di Donald Trump acceleri questo processo e lo renda più semplice».

Il sì al riconoscimento della Crimea  

Al parlamento russo, però, Le Pen ha anche assicurato il suo impegno per il riconoscimento della Crimea come parte del territorio russo e ha ribadito la sua contrarietà alle sanzioni. È per via delle «pressioni di Bruxelles» se le black list permangono, ha sottolineato Le Pen, spiegando di considerarle «controproducenti» e di non credere «nella diplomazia delle minacce, delle sanzioni e del ricatto».