Preti e festini gay a Napoli: è scandalo. Blitz della Guardia di Finanza in Curia

Un blitz in piena regola a Napoli. Prima in Curia, poi a Pozzuoli, nell’ufficio diocesano del vescovo, monsignor Gennaro Pascarella. Lo scandalo dei preti e festini gay si allarga. I militari della Guardia di finanza – come si legge sul Mattino – hanno acquisito una serie di atti utili alle indagini su preti e incontri hard. Si parte da quelli che avrebbero coinvolto un sacerdote della chiesa di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone, sospeso temporaneamente dalle sue funzioni di parroco dal cardinale Crescenzio Sepe. E si continua con alcune vicende a luci rosse che invece riguarderebbero altri preti protagonisti di un dossier consegnato in procura dall’associazione «Meter», la onlus fondata da don Fortunato di Noto a difesa dei diritti dell’infanzia e contro la pedofilia.

Preti e festini gay, un fascicolo che scotta

Nel fascicolo si fa anche il nome di un sacerdote della diocesi di Pozzuoli a cui però sarebbe stata affidata la responsabilità di una parrocchia napoletana. Della diocesi di Pozzuoli infatti fanno parte anche i quartieri occidentali della città, da Fuorigrotta a Pianura. Si tratta di una inchiesta su due fronti.  Da Napoli a Pozzuoli, da una curia all’altra, per approfondire le notizie contenute nei dossier e cercare riscontri nelle diocesi di appartenenza dei sacerdoti coinvolti in questo giro di incontri Preti e festini gay svelati grazie a due denunce anonime di cui il Mattino, nelle scorse settimane, ha reso conto. L’obiettivo delle visite è stato quello di raccogliere testimonianze, indizi, elementi utili a capire se dietro quegli incontri a luci rosse, tra chat rubate da una home page di facebook e dossier anonimi, possano nascondersi ben altri scenari, fatti penalmente rivelanti, eventuali storie di prostituzione o pedofilia.