Pensione anticipata (Ape), ecco le novità. Ma non tutti i nodi sono sciolti

Tempi più brevi per i tre decreti attuativi dell’anticipo pensionistico con il prestito, il cosiddetto Ape, di cui potrà beneficiare chi ha raggiunto almeno i 63 anni di età e si trova a non più di 3 anni e 7 mesi dal pensionamento di vecchiaia nel regime obbligatorio di ritirarsi in anticipo per raggiungere la pensione. Accanto all’Ape, c’è l’Ape social, riservata ai disoccupati, agli invalidi e a coloro che hanno parenti di primo grado invalidi, che consentiranno ad alcune categorie di lavoratori di andare in pensioni 3 anni e 7 mesi prima della scadenza.

A breve i 3 decreti attuativi su Ape e Ape social

Sul tavolo del confronto governo-sindacati, tuttavia, restano irrisolti due: il primo, sui quali i sindacati chiedono correzioni, riguarda i lavoratori addetti alle cosiddette attività usuranti, (categoria composta da 11 tipologie di lavori che potrà andare in pensione con 41 anni di contributi e 12 mesi di lavoro effettuato prima dei 19 anni) che prima del pensionamento agevolato devono aver maturato 6 anni di attività continuativa. Il secondo nodo da sciogliere è invece quello che prevede l’esclusione dall’Ape social di quei lavoratori cessati da un contratto a termine, senza perciò essere stati licenziati o che abbiano da tempo terminato la Naspi (prestazione economica istituita per gli eventi di disoccupazione involontaria) o la mobilità.

Resta il problema dei lavori usuranti

Tra le richieste avanzate dai sindacati, che avevano chiesto delle modifiche ad hoc per ampliare la platea dei lavoratori coinvolti, ma che non sono state accolte, anche la possibilità di introdurre una franchigia di 24 mesi con cui calcolare la continuità lavorativa. Stesso discorso vale per l’inclusione di lavoratori cessati naturalmente da un contratto a termine e i disoccupati di lunga durata che sono decaduti dalla Naspi da tempo. Ape e Ape social dovrebbero partire il primo maggio. Per presentare l’istanza di accesso, la data dovrebbe essere fissata tra il primo maggio e il 30 giugno 2017 per la prima tranche, mentre dopo essere stati registrati presso il consiglio di Stato e la Corte dei Conti, i decreti attuativi saranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.