Penelopegate, Fillon all’attacco: sono innocente, non vogliono che vinca

Una difesa a tutto tondo. Dopo aver accusato la stampa di «frugare nei rifiuti» per lo scandalo dei vestiti costosi ricevuti in dono, François Fillon ribadisce la propria innocenza in merito al Penelopegate. Intervenendo su Radio Classique, l’ex premier e candidato gollista alle presidenziali di aprile ha respinto le accuse mosse relative a presunti impieghi fittizi garantiti alla moglie e ai figli. Ventiquattr’ore fa è stata ufficializzata la notizia che Fillon è indagato.«Vorrei dire che sono innocente, che mia moglie ha lavorato con me per anni com’è stato il caso di centinaia e centinaia di parlamentari in passato e lo è ora. E sono convinto che la giustizia, anche se ci vorrà tempo, stabilirà questa innocenza». È stato il Canard Enchaîné a mattere nei guai il favorito per la corsa all’Eliseo pubblicando la notizia che sua moglie Penelope Fillon avrebbe intascato oltre 500mila euro lordi in otto anni come assistente parlamentare del marito.

Fillon: sono innocente e lo dimostrerò

Fillon parla di complotto e denuncia la strumentalizzazione della giustizia: «L’obiettivo era impedirmi di essere candidato e possibilmente fare in modo, con questo calendario diabolico, l’iscrizione nel registro degli indagati due giorni prima della chiusura delle candidature alle presidenziali…L’obiettivo – prosegue dai microfoni di Radio Classique – era quello di fare in modo che la destra e il centro non avessero un candidato. Così è più semplice, è un dibattito tra la sinistra e la signora Le Pen». Ma l’operazione è fallita. «Ebbene io ho deciso di resistere, considero che questo calendario eccezionale, che non è quello di un normale cittadino, mi liberi dall’impegno che avevo preso di non essere candidato» (nel caso in cui fosse stati iscritto nel registro degli indagati, il 26 gennaio).