Paura sull’Etna: 10 feriti per un’esplosione. Ecco perché è successo

Succedeva appena due settimane fa: le immagini del video d’apertura, postato da Youtube, registrate nella notte a cavallo tra il 27 e il 28 febbraio scorsi lasciavano presagire quanto sarebbe potuto accadere. Ed è accaduto: oggi. Oggi quando una decina di escursionisti che si trovavano nelle zone sommitali dell’Etna, dove da due giorni sono in corso esplosioni e fuoriuscite di lava, sono rimasti feriti, sembrerebbe non gravemente.

Esplosioni sull’Etna: 10 escursionisti feriti

E allora, secondo le prime indiscrezioni, l’incidente sarebbe avvenuto lontano dalle piste da sci, a causa di un’esplosione freato-magmatica provocata dall’incontro della colata lavica, che si dirige verso la Valle del Bove, con un’abbondante sacca di neve presente in quella zona del vulcano sul versante meridionale del vulcano. I 10 escursionisti feriti sono stati trasferiti in elisoccorso negli ospedali di Catania e Acireale, ma non sarebbero in gravi condizioni. Tutto è avvenuto intorno alle 11.30 a 2650 metri di quota, in località Cisternazza, sul versante meridionale del vulcano più alto d’Europa. Sei feriti sono stati subito ricoverati negli ospedali di Catania ed Acireale, ma nella maggior parte dei casi si è trattato solo di qualche escoriazione e di nessun trauma grave. Tra loro, oltre a più di una guida, c’era anche un vulcanologo salito in quota per osservare gli sviluppi dell’eruzione in corso da due giorni. Sul posto, al momento, stanno operando i militari del soccorso alpino della guardia di finanza, quelli della forestale, la polizia e i volontari del soccorso alpino civile. Tutti impegnati ad arginare i fenomeni in corso sulla sommità dell’Etna, cominciati due giorni fa con delle esplosioni dal nuovo cratere di sud-est. Stando a quanto riferito dagli addetti ai lavori, oltre all’attività stromboliana sulla sommità del vulcano, sarebbero presenti infatti due colate laviche. Inoltre, sembra che al momento l’eruzione, ben visibile anche da Catania e dai paesi della zona pedemontana, non stia creando disagi nel traffico aereo dello scalo di Fontanarossa, né agli appassionati di sci che anche oggi hanno scelto di trascorrere una giornata sulle piste dell’Etna e che, fortunatamente per loro, non sono incappati nell’incidente che ha coinvolto invece gli escursionisti rimasti feriti qualche ora fa.

Esplosioni nate dall’incontro tra lava e neve

«Non è una tragedia», e i feriti «sono stati colpiti in maniera lieve» dai frammenti di lava provocati dall’esplosione: «una situazione attesa in casi come questi». È il vulcanologo Marco Neri dell’Ingv di Catania a tracciare un primo quadro dell’esplosione accaduta sull’Etna, ridimensionando la portata dell’evento e l’entità del danno provocato. Tra le persone colpite c’è anche un nostro collega che stava facendo un sopralluogo indispensabile per comprendere dove è arrivato il fronte della lava», ha aggiunto allora poco fa Neri, che poi ha proseguito spiegando: «La lava è fuoriuscita a circa 3.250 metri di altezza sull’Etna, quindi è scesa fino a 2.700 metri, dove è avvenuta l’esplosione. A poca distanza c’è la funivia che si trova a 2.500 metri: i controlli, allora, diventano importanti per la sicurezza delle persone e delle strutture che si trovano sull’Etna», ha scandito il vulcanologo. Ora, aggiunge, «è già partita una seconda squadra di due vulcanologi a sostegno del gruppo». L’esplosione, indica ancora Neri, «è in parte attesa in queste situazioni, quando si verificano eruzioni e ci sono fasi stromboliane e quando, come accaduto oggi, la colata lavica in atto incontra la neve».