Parte la Brexit, applausi degli inglesi nei pub (ma c’è anche chi è scettico)

Il corrispondente da Londra del Secolo XIX ha seguito l’annuncio della partenza della Brexit nei pub, osservando la reazione degli inglesi mentre Theresa May, da Westminster, annunciava al suo popolo che la Gran Bretagna intende riprendere il controllo sui propri spazi, territori, confini e mercati. 

“Al Red Lion – scrive Alberto Simoni – fra hamburger, patatine e birre, gli occhi sono puntati sul televisore, c’è la diretta da Westminster.  John, 68 anni, sta al bancone con una mezza pinta di birra. May ha appena detto che «Londra riprenderà il controllo dell’immigrazione», lui annuisce. È il motivo per cui ha votato Leave. Troppi stranieri, «soprattutto dall’Est Europa». Ripete gli slogan della campagna culminata 280 giorni fa nella clamorosa vittoria degli anti-Ue. È convinto che l’Europa avrà problemi nell’esportare prodotti nel Regno Unito. Si scorda che anche la rotta inversa non sarà agevole, basta chiedere ad agricoltori e pescatori».

Inverce “Steve scuote la testa, ha una quarantina di anni, fa il funzionario in una società di consulenza e per lui quel che sta succedendo è semplicemente un «disastro». Per l’economia in primis ma anche perché «dividersi è semplicemente una cosa inutile»”. 

Infine c’è “un attivista dello Ukip, spilla ben in vista sul bavero, brinda felice. «Siamo liberi, indipendenti, perché anche voi italiani non ci seguite?», scherza ma non troppo. La May prova a tenere insieme il Regno Unito promettendo ai recalcitranti scozzesi e a gallesi e nordirlandesi che quando i poteri da Bruxelles torneranno a Westminster, «discuteremo quali cedere alle nazioni che compongono la Gran Bretagna». Il finale è un inno allo «stay together», all’unirsi nel periglioso e incerto cammino che però darà, promessa del premier, frutti e risultati ottimi”.