Palermo, studenti e docenti in piazza contro la “Buona scuola”: nessun miglioramento

Altro che “Buona scuola”: più che riformata e vissuta in aula, l’istruzione formato rendiamo è sempre in piazza. Ancora una volta, allora, studenti, genitori, docenti e personale Ata sono scesi in strada oggi a Palermo in occasione dello sciopero organizzato dai sindacati Usb, Cobas, Unicobas Scuola, Cub, Orsa, Anief e FederAt. Dietro uno striscione con su scritto “Tutta la scuola contro la legge 107 e i suoi decreti attuativi”, il lungo serpentone è partito dalla centralissima piazza Verdi per raggiungere in corteo Palazzo d’Orleans.

Studenti e docenti in piazza a Palermo contro la “Buona scuola”

I manifestanti protestano contro la Buona Scuola del governo Renzi e chiedono il ritiro dei decreti delega. «Lo scorso 14 gennaio l’attuale governo, ignorando completamente l’opposizione che tutto il mondo della formazione ha espresso negli scorsi mesi – dicono – ha approvato otto dei nove decreti delegati previsti dalla legge 107 che dovrebbero entrare in vigore nei due mesi successivi». Tra i promotori del corteo anche l’Assemblea tutta la scuola contro la legge 107 da cui arriva un chiaro messaggio. «La compatta e ferma contrapposizione alle politiche di smantellamento della formazione pubblica già introdotte dai governi precedenti e che l’attuale governo di Gentiloni targato Pd continua a perpetrare». Insomma, per i manifestanti, all’indomani della sconfitta referendaria dell’ex premier Renzi non c’è stato «nessun cambio di rotta in positivo» per il mondo della scuola. Negli ultimi anni sono state tantissime le manifestazioni di piazza, le occupazioni di scuole, le assemblee e gli scioperi dei lavoratori contro la riforma targata Renzi-Giannini. Il dito è puntato sui decreti delegati, che «inaspriranno le criticità emerse finora».

I manifestanti: nessun miglioramento, solite criticità

«L’alternanza scuola-lavoro assume sempre più centralità – dicono gli organizzatori del corteo –. Le prove Invalsi diventano ancora più strumento di selezione e di classificazione delle scuole di serie A e serie B, mentre l’inclusione scolastica subisce un forte attacco: viene innalzato da 20 a 22 il limite degli alunni per classe ove sia inserito uno studente con disabilità e la certificazione della disabilità non basterà più a ottenere gli ausili previsti dalla legge 104, verrà inoltre abolita la figura dell’assistente igienico sanitario e sostituita da collaboratori scolastici». Infine il nuovo sistema di reclutamento degli insegnanti – concludono la loro denuncia i manifestanti –, «già stravolto dalla legge 107, introduce nella sostanza il precariato a vita per tutti i docenti, che rimarranno per tutta la loro carriera ricattabili dai dirigenti scolastici».