Nuovo spot per le primarie: Orlando fa l’operaio sotto i cancelli di Mirafiori

Ci mancano solo il pugno chiuso e le note di bandiera rossa. È un Andrea Orlando in  versione capopolo della Fiom, quello che all’alba si è presentato allo stabilimento Mirafiori di Torino per “ascoltare” il grido di dolore dei lavoratori e incitarli alla protesta. Lo riferisce lo stesso ministro della Giustizia in un tweet mattutino: “Stamattina ai cancelli della Fca a Torino per incontrare e ascoltare operaie e operai del turno delle 6.00”. L’hastag #alziamolavoce, diciamo #Lavoro” ha tutto il sapore di un spot elettorale in vista delle priamrie.

Orlando fa l’operaio sotto i cancelli di Mirafiori

La tempistica della svolta operaista del candidato antirenziano alla segreteria del Nazareno non è casuale. Per la scalata alla segreteria dem, a segnare la distanza da Renzi, accusato dalla minoranza interna di aver snaturato l’idendità democratica e l’antica vocazione sociale, il ministro vuole recuperare le vecchie parole d’ordine dell’operaismo di sinistra da portare in dote ai compagni e alle compagne chiamati a scegliere il successore di Renzi. E la comparsata a Mirafiori è un ottimo spot per toccare le corde dei militanti doc.

Uno spot elettorale?

Nel tentativo di allontanare i sospetti sulla “versione Landini” del competitor di Renzi, arriva il chiarimento Enzo Lavolta, coordinatore della mozione con Andrea Orlando. «Non penso che questa iniziativa la si possa catalogare come iniziativa congressuale, infatti Orlando non ha dato informazione a nessuno di questa sua precisa e personale volontà», spiega Lavolta. Sarebbe un’idea partorita all’ultimo momento senza nessuna pianificazione? Difficile da credere. «Non sono stati invitati i giornalisti tantomeno televisioni, ad accompagnarlo c’erano solo alcuni amici e compagni avvisati in tarda serata», aggiunge Lavolta trascurando che la notizia è stata pubblicizzata sui social. «Torino è una città ancora molto legata alla fabbrica di Mirafiori e per questo motivo simbolo del mondo del lavoro che Orlando, appunto, ha voluto incontrare e ascoltare. Il segretario e più in generale il gruppo dirigente del partito che vogliamo deve mantenere un rapporto costante con le lavoratrici, i lavoratori e chi organizza quotidianamente la loro rappresentanza».