«Non suoniamo per Trump»: il ridicolo “sciopero” dei musicisti irlandesi

Persino San Patrizio, amatissimo “patrono” d’Irlanda, viene arruolato nel rabbioso esercito anti-Trump. Dopo le star di Hollywood in prima fila nella “democratica” crociata contro il presidente Usa, adesso anche tre famosi artisti di musica irlandese hanno rifiutato l’invito a suonare al ricevimento alla Casa Bianca in occasione del St Patrick Day (in onore del premier irlandese Enda Kenny), diventato negli Stati Uniti la festa dei circa 34milioni di americani di origine irlandese. Anche la Festa di San Patrizio, che ricorre il 17 marzo e viene celebrata in tutto il mondo, è un’occasione per contestare la politica del presidente americano eletto da 60 milioni di americani.

«Non suoniamo per Trump», il rifiuto dei musicista irlandesi

«Mio padre sarebbe disgustato se io sostenessi in qualche modo questa amministrazione», ha dichiarato Billy McComiskey, figlio di un immigrato dell’Irlanda del Nord. Insieme a lui anche Laura Bryne e Donna Long hanno detto no alla Casa Bianca, niente cornamuse e flauti davanti al “pericoloso” e populista presidente Usa. Un ammutinamento artistico che non cambierà le sorti degli equilibri internazionali. Il concerto alla Casa Bianca boicottato dai musicisti era stato offerto in onore del premier Enda Kenny arrivato alla Casa Bianca non solo per festeggiare di San Patrizio ma anche per sollevare la questione del destino dei cittadini irlandesi immigrati che si trovano senza documenti. Lo “schiaffo” degli artisti è stato sollecitata da migliaia di firme di irlandesi in calce a una petizione. Sorpresa anche la comunità dell’isola Verde che vive negli States. Quest’anno il giorno di San Patrizio, solitamente un’occasione di reciproche gentilezze tra Washington e Dublino, «è differente, non ho mai visto una tensione del genere», dichiara Nial O’Dowd, editore dell’Irish Voice, giornale della comunità irlandese in America. Durante il ricevimento, comunque, Donald Trump ha lodato lo spirito irlandese: «Combattono, sono dei duri, hanno contribuito in modo straordinario all’innovazione ed alla prosperità dell’America», ha detto parlando degli immigrati irlandesi. Da parte sua Kenny, che durante la campagna elettorale negli Usa aveva criticato le dichiarazioni  «razziste e pericolose» di Trump, ha detto di essere «orgoglioso di essere qui per una nuova era», definendo eccellente l’incontro avuto con il presidente.