Nigel Farage, per riavere potere e prestigio l’Italia deve ritornare alla lira

Ancora recentemente, tra gli altri, anche Vittorio Sgarbi è tornato a lamentare nostalgia e a declamare le doti della vecchia lira italiana. «L’euro – ha postato in quella circostanza su Facebook il critico d’arte – è la moneta della crisi e delle diseguaglianze. Ha portato povertà ed è utile solo alle banche. Rivoglio le vecchie 1000 lire». Ebbene oggi, dopo la proposta di Silvio Berlusconi – frutto di un idea già lanciata da tempo – di una doppia valuta che rimetta in circolazione anche il nostro caro, amato vecchio conio, sulla questione interviene – un po’ più a gamaba tesa – anche Nigel Farage.

L’auspicato ritorno della vecchia lira italiana…

L’Italia dovrebbe tornare «alla lira» e, visto che il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, avanzando l’idea di una doppia valuta, «sta chiaramente portando avanti il discorso», anche Nigel Farage si lancia nel dibattito e rilancia la proposta berlusconiana, spingendosi anche oltre e riconoscendo la necessità di abbandonare del tutto l’euro. Il presidente del gruppo Efdd nell’Europarlamento ed ex leader dello Ukip, commenta, a margine dell’assemblea plenaria a Strasburgo, l’idea avanzata dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e aggiunge: «Penso che un’idea ancora migliore per l’Italia sarebbe adottare la lira. Avrebbero la loro moneta nazionale, avrebbero il controllo dei tassi di interesse e, indovinate un po’, i prodotti italiani sarebbero molto più competitivi sui mercati mondiali». Non solo, oltre alla teoria, Farage ripertica anche una sua passata esperienza pratica: «Io facevo affari in Italia, quando aveva un forte settore manifatturiero, quando era in grado di competere», prosegue infatti l’ex leader Ukip, secondo il quale «rimanere intrappolati in un euro dominato dalla Germania è stata una catastrofe per l’occupazione e per l’industria italiane. Quindi – continua il politico britannico – credo che l’Italia abbia bisogno della lira. Riguardo ad una moneta per gli scambi internazionali, ce n’è già una e si chiama dollaro Usa: e tutto, dall’oro al petrolio, è già prezzato in dollari».