Neonata di quattro mesi in cella, l’appello della madre: datela ai nonni

Una neonata di quattro mesi si ritrova in carcere con la mamma. Il suo «nido», come si legge sul Mattino,  è un cella del carcere di Bellizzi Irpino dove è rinchiusa con la madre finita dietro le sbarre lo scorso 31 gennaio con la pesantissima accusa di aver costretto l’altra figlia, appena 12enne, a prostituirsi con un anziano per pochi spiccioli. Ora la madre, 31 anni di Pontecagnano, ha scritto una lettera al gip del tribunale di Salerno Stefano Berni Canani, firmatario dell’ordinanza di custodia cautelare, per chiedere che la neonata sia affidata ai nonni: la neonata, infatti, come evidenziato dalla stessa genitrice nella missiva al gip e come riporta il Mattino, non si alimenta al seno poiché la madre non può allattarla perché è tossicodipendente.

Neonata,  attesa la decisione del tribunale per i minori

Contemporaneamente, però, al tribunale per i minori sarebbe già stato incardinato un procedimento per dichiarare la decadenza della responsabilità genitoriale della donna che, quindi, rischia di non rivedere mai più le sue figlie poiché anche per la maggiore, costretta dalla madre a prostituirsi, è già stato avviato un procedimento per toglierla alla genitrice. La piccola, che al momento trascorre le sue giornate tra le quattro mura di una fredda cella, potrebbe quindi tornare presto ad una vita normale. Nonostante, infatti, quella di portare i figli in carcere sia una possibilità prevista dalla legge 354 del 1975 concessa alle madri di bambini da zero a tre anni per evitare il distacco o, per lo meno, di ritardarlo, in questo caso non troverebbe ragione di applicazione poiché il tribunale minorile, in base ad una corposa relazione stilata dai servizi sociali, sta già valutando la possibilità di dare la piccola in adozione ad un’altra famiglia.