Nazismo, «la devi smettere subito»: duro monito della Merkel a Erdogan

Alla fine è intervenuto il cancelliere tedesco in prima persona. Chiaro monito di Angela Merkel a Recep Tayyip Erdogan. “La mia dichiarazione per cui i richiami da parte turca al nazismo devono cessare deve essere applicata senza se e senza ma”, ha dichiarato la cancelliera tedesca, intervenendo a Hannover al fianco del premier giapponese Shinzo Abe. “Purtroppo dobbiamo constatare che questi paragoni non si sono fermati. Né accetteremo che il fine giustifica i mezzi e che ogni tabù può cadere senza considerazione per il dolore di quanti durante il nazionalsocialismo sono stati perseguitati ed uccisi”, ha detto. Il governo tedesco in precedenza aveva fatto sapere di ritenere “inaccettabili” le parole del presidente turco Recep Tayyip Erdogan che ha personalmente accusato la cancelliera tedesca Angela Merkel di “pratiche naziste” dopo il divieto di comizi elettorali pro-Erdogan in Germania. Lo ha detto oggi Ulrike Demmer, una dei portavoce del governo. “La nostra posizione resta invariata: i paragoni con il nazismo sono inaccettabili, sotto qualunque forma”.

Prosegue la campagna sul referendum di Erdogan

Intanto prosegue la campagna elettorale turca, che Ankara avrebbe voluto introdurre anche sul territorio europeo. L’introduzione del sistema presidenziale in Turchia “distruggerebbe la democrazia” e gli elettori devono invece “difenderla votando no al referendum” del 16 aprile sulla contestata riforma costituzionale che assegna maggiori poteri al presidente Erdogan. E’ il messaggio che ha ribadito oggi Kemal Kilicdaroglu, leader del principale partito turco all’opposizione, il Chp. “I 20 Paesi più industrializzati, a parte gli Usa, sono tutti governati da sistemi parlamentari. I 20 Paesi in fondo alla lista hanno sistemi presidenziali”, ha detto Kilicadorglu durante un comizio nella città di Ordu, sul Mar Nero. Per il leader del Chp, convinto che “sviluppo e prosperità” siano legati al sistema democratico, se passerà la riforma costituzionale “in Turchia verrà distrutto il sistema democratico”. “La Turchia è l’unico Paese islamico che ha sviluppato un sistema democratico – ha aggiunto – Ora invece facciamo dietro front e distruggiamo la repubblica. Perché?”. Kilicdaroglu ha quindi invitato i suoi sostenitori a votare no al referendum “se non vogliono che la politica interferisca con la magistratura” e per dimostrare “lealtà alla democrazia”.