Napoli, i centri sociali tornano in piazza per chiedere la liberazione dei fermati

I due “pacifisti” dei centri sociali, fermati sabato scorso, al termine di una giornata nella quale la polizia ha sequestrato per strada pietre mazze ferrate, spranghe e maschere di Pulcinella (video), saranno processati oggi per direttissima, sotto l’occhio vigile e speriamo non aggressivo dei loro compagni della rete anti-fascista scesi nuovamente pizza con cori contro la Lega Nord e striscioni nei quali si chiede “Carmine e Luigi liberi”: il corteo, composto da un centinaio di manifestanti, si sta muovendo da piazza Garibaldi verso il Tribunale di Napoli. I manifestanti esprimono solidarietà agli attivisti arrestati sabato a seguito degli scontri avvenuti nei pressi della Mostra d’Oltremare, all’interno della quale si svolgeva la convention di “Noi con Salvini” alla presenza del leader della Lega. In Tribunale questa mattina si svolgerà il rito direttissimo per gli arrestati; all’esterno del Palazzo di Giustizia è previsto un sit-in.

Chi sono i due arrestati dei centri sociali

I due fermati dalla polizia sono Luigi, attivista dei Disoccupati 7 novembre e Carmine, attivista impegnato nel recupero dell’ex carcere Filangieri. I loro amici accusane le forze dell’ordine di averli trattenuti con la violenza, anche se le immagini che tutte le televisioni d’Italia hanno mostrato direbbero esattamente il contrario. “Salvini, nonostante abbia tenuto la sua kermesse all’interno della mostra d’Oltremare, durante la sua venuta può constatare solo di essere stato chiuso ed assediato da un corteo di più di diecimila persone che non hanno accettato la sua presenza nel nostro capoluogo partenopeo”, scrive la rete antifascista su Fb, che parla di “gestione a dir poco vergognosa delle forze dell’ordine”. Ecco perché tornano in piazza «per chiedere con forza la liberazione di Carmine e tutti coloro che ancora sono trattenuti in attesa di giudizio: per dimostrare che la nostra città è ribelle sempre!».