Mosul, inesorabile avanzata dell’esercito iracheno: l’Isis arretra

Le forze della sicurezza irachena hanno annunciato di aver riconquistato la stazione ferroviaria di Mosul, nel nord dell’Iraq, inutilizzata da quando il sedicente Stato Islamico ha preso il controllo della città nel giugno del 2014. Costruita nel 1940, la stazione ferroviaria permetteva il trasporto di merci dalla Turchia e dalla Siria a Baghdad e Bassora a sud. E’ stata colpita da numerosi attacchi terroristici, anche prima dell’arrivo dell‘Isis, ha spiegato il direttore generale delle Ferrovie Salam Jabr Saloom. Il trasporto di passeggeri da questa stazione è stato interrotto dopo l’invasione americana dell’Iraq nel 2003. Prosegue insomma l’avanzata delle forze della sicurezza irachena nella zona occidentale di Mosul. Come reso noto dalla polizia irachena, oggi è stato conquistato il Ponte di Ferro che collega la zona orientale di Mosul alla città vecchia ancora sotto il controllo del sedicente Stato Islamico (Is). Ora il governo iracheno ha il controllo di tre dei cinque ponti sul Fiume Tigre che divide Mosul.

A Mosul uccisi oltre 700 terroristi

Si è appreso anche che “più di 700” jihadisti dell’Isis, “per la maggior parte combattenti stranieri”, sono stati uccisi a Mosul Ovest dall’avvio, il 19 febbraio, dell’offensiva delle forze irachene per liberare la città dalla presenza dei combattenti fedeli ad Abu Bakr al-Baghdadi. E’ il bilancio fornito dal generale iracheno Maan Saad delle forze speciali antiterrorismo. “Le nostre forze avanzano verso la zona industriale”, ha detto il generale in dichiarazioni alla tv curda Rudaw. “L’Esercito avanza nel quartiere di al-Omal e si hanno notizie di molte perdite per l’Isis. Dall’avvio dell’operazione nella parte occidentale della città sono stati uccisi più di 700 miliziani dell’Isis, la maggior parte stranieri”, ha detto il generale. Hazim Karim, comandante dell’Esercito, ha ammesso che i jihadisti “continuano a usare autobomba e a opporre forte resistenza nelle aree che restano sotto il loro controllo”, ma – ha aggiunto – “tutto è contro di loro”.