Minzolini “non beve la cicuta”: l’aula vota no alla decadenza

Con 137 sì, 94 no e 20 astenuti, il Senato ha approvato un ordine del giorno presentato da Forza Italia che respinge la proposta presentata dalla Giunta per le Elezioni di
dichiarare decaduto il senatore Augusto Minzolini, in applicazione della cosiddetta legge Severino, in seguito alla sentenza di condanna a due anni e sei mesi di reclusione per peculato, per l’uso indebito della carta di credito aziendale di cui aveva disponibilità come direttore del Tg 1. Poco prima che si procedesse alla votazione Minzolini aveva dichiarato: «Sono pronto a bere la cicuta… Del resto il mondo è pieno ingiustizie».

Minzolini: «La mia è una vicenda kafkiana»

Lo aveva detto a conclusione del del suo intervento in Aula, a palazzo Madama. «Qualunque sia l’esito del voto – aveva anche detto – rassegnerò le dimissioni dal senatore. Lo farò dopo, però, non prima. Io ritengo di essere vittima di una vicenda kafkiana, che ti fa perdere fiducia nella giustizia. La vicenda giudiziaria in cui sono coinvolto ha dell’incredibile», ha detto difendendo le sue ragioni e definendo un ”calvario” quello che ha vissuto. 

«Non me l’spettavo, davo per scontata la mia decadenza»

“Non me l’aspettavo, davo per scontato il voto sulla mia decadenza…”, ha detto Minzolini dopo il voto. L’ex direttore del Tg1 si dice meravigliato per i 137 sì e racconta di aver avuto la solidarietà anche di vari parlamentari del Pd e dei cinque stelle. Mentre parla con i giornalisti nel ‘Transatlantico’ di palazzo Madama arriva il senatore dem, Massimo Mucchetti, che gli stringe la mano e lo bacia: ”Complimenti, Minzolini! La nostra linea era per la libertà di coscienza, io ho votato per il no alla decadenza”. ”Mi sono mantenuto, avrei potuto dire molto di più sulle ingiustizie subite, non me l’aspettavo questo voto…”, continua a ripetere.