Merce avariata in vendita al minimarket cinese: la GdF sequestra quintali di cibo

In  spregio a leggi e codici deotlogici. Insensibili ai rischi per la salute in cui sarebbero incappati i consumatori della sua merce, un ittadino cinese che gestisce un mini market in località S.Maria, frazione di Occhiobello (Rovigo) ha messo in commercio nel suo minimarket merce avariate e di cui è impossibile stabilire la tracciabilità. Perquesto un controllo della Guardia di Finanza di zona si è concluso con un maxi sequestro del materiale in vendita.

Quintali di cibo scaduto in vendita al supermarket cinese

Dunque, ci risiamo: ancora prodotti in vendita in un’attività commericiale sorda ai controlli e insensibile ai rischi per la salute possibili per i consumatori conseguenti all’immissione sul mercato di merce non controllata e potenzialmente dannosa: per questo le Fiamme Gialle della Tenenza di Occhiobello, coordinate dal Comando Provinciale di Rovigo, hanno eseguito un sequestro amministrativo di 2.073 prodotti alimentari, per un peso complessivo di circa 3 quintali, nei confronti di un cittadino cinese che gestisce un mini market in località S.Maria, frazione di Occhiobello. L’intervento operativo finalizzato al contrasto delle violazioni in materia di frodi commerciali nel settore agro-alimentare, è stato effettuato per verificare il rispetto della normativa comunitaria e del decreto Legislativo 109/92 che sanciscono l’obbligo di etichettare gli alimenti in vendita riportando una descrizione del prodotto in lingua italiana a garanzia dell’acquirente/consumatore. È bastato un primo controllo ai finanzieri per rilevare che oltre 2000 confezioni di prodotti alimentari pre-imballate erano prive di etichettatura, con conseguente impossibilità di stabilirne l’effettiva natura e qualità, mentre altri prodotti risultavano scaduti in base alla data apposta sull’etichetta.

La GdF sequestra  polli, salami, uova, riso, mais e bevande

È scattato così il sequestro amministrativo della merce (confezioni di polli, salami, uova, frutti tropicali, riso, mais, gelatina, spaghetti, pesce essiccato, caramelle, patatine, arachidi, biscotti e bottiglie di bevande alcoliche); il rappresentante legale del minimarket è stato segnalato al Sindaco di Occhiobello per aver omesso le dovute informazioni sugli alimenti sfusi destinati al consumatore finale. Il trasgressore rischia ora di dover pagare una sanzione che può arrivare sino a un massimo di 16.000 euro e la perdita dei prodotti, qualora non provveda tempestivamente a regolarizzarli con la prevista etichettatura, mentre quelli già scaduti dovranno essere distrutti.