Meloni rilancia la clausola anti-Renzi: «Solo così coalizione credibile»

Una clausola «anti-inciucio» come passaporto per entrare e stare nel centrodestra senza suscitare il sospetto di ricercare accordi sottobanco con Matteo Renzi o larghe intese alla luce del sole con il Pd. È la proposta-provocazione lanciata in queste ore da Giorgia Meloni in un intervento su Radio24 alla trasmissione 24 Mattino.

La Meloni intervistata da Radio24

Una provocazione rivolta soprattutto a Silvio Berlusconi, in passato contraente (l’altro era Renzi) nel cosiddetto Patto del Nazareno e oggi indiziato numero uno quanto alla volontà di rinnovarlo. Sul punto la Meloni non transige: «I partiti di questa metà campo si impegnino, solennemente e in ogni caso, a non fare accordi con il Pd. In questo modo – ha aggiunto la leader di FdI-An – sarà possibile fare un’alleanza seria». La questione è solo politica: «Io non mi candido contro Renzi – ha infatti tenuto a precisare – per simpatia o antipatia ma perché rappresenta l’esatto opposto di una politica che vuole difendere gli interessi dei cittadini italiani».  La clausola «anti-inciucio» è solo una delle due questioni «centrali» che la Meloni ha posto all’attenzione della coalizione. L’altra, che viene addirittura prima in ordine di importanza del codicillo anti-Renzi riguarda il posizionamento in Europa. «Considero innaturale – ha spiegato la Meloni  – che Berlusconi stia nel partito della Merkel e di Sarkozy, che durante le conferenze gli ridevano in faccia».

Il 25 marzo manifestazione di FdI-An sull’Europa

Su questo aspetto la presidente dei Fratelli d’Italia-An ha dato appuntamento al prossimo 25 marzo, giorno in cui all’Angelicum di Roma è prevista la manifestazione “Italia Sovrana in Europa. «Oltre alle lectio magistralis delle importanti personalità che interverranno – ha annunciato la Meloni -, stiamo organizzando anche una tavola rotonda tra i vari esponenti dei movimenti di centrodestra per capire se sui grandi temi che riguardano l’Europa c’è la possibilità di trovare una sintesi». C’è tempo anche per una battuta su Angelino Alfano e la sua neonata (e neomorta) Alternativa popolare: «Tutt’al più – ha ironizzato – potevano chiamarsi alternativa alla volontà popolare. Con lui nessuna alleanza».