Meloni: l’invasione dalla Libia si ferma col blocco navale, ma il Pd non vuole

“Ennesimo vertice internazionale sull’insostenibile flusso migratorio Libia-Italia, ennesimo buco nell’acqua. Gli italiani non ne possono più di summit inconcludenti e parole al vento”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni a commento del vertice sui migranti a cui ha
partecipato anche il premier Gentiloni. “Il vertice di oggi avrebbe dovuto prendere l’unica decisione efficace per risolvere il problema – sottolinea Meloni – un blocco navale al largo della Libia per bloccare l’invasione dei clandestini e le morti in mare. Ma finché avremo un governo Pd tutto questo sarà impossibile. Il 25 marzo saremo all’Angelicum di Roma per dire basta alle folli politiche di questo governo e chiedere un’Italia sovrana in Europa che difenda i suoi confini, la sua identità e la sua sicurezza”. Oggi si è tenuto infatti il primo incontro del cosiddetto Gruppo di Contatto sulla rotta migratoria del Mediterraneo centrale, da cui è emerso, tra l’altro, che attualmente in Libia le imprese italiane lavorano a ritmi ridotti, più bassi, ma ci sono diverse richieste da parte di enti e di soggetti privati verso il nostro Paese, e sono tante le aziende italiane che stanno aspettando di poter rientrare in Libia. Se la Ue con la complicità dell’Italia non avesse gettato nel caos quel Paese, mettendo poi a capo del governo un fantoccio di Obama che non rappresenta neanche se stesso, le aziende italiane non avrebbero mai smesso di lavorare in Libia. L’unica azienda florida oggi in Libia è quella del traffico di esseri umani, che noi italiani andiamo a prendere a domicilio. A spese dei contribuenti.