Meloni: «I giovani non hanno bisogno di Che Guevara: l’Italia è piena di eroi»

«Sogno che un giorno i ragazzi italiani indossino una t-shirt alla moda con Gofffredo Mameli, Francesco Paglia, morto durante le manifestazioni per restituire Trieste all’Itala; con Rosario Livatino e  Norma Cossetto». Giorgia Meloni ha voluto lanciare un messaggio forte in occasione delle commemoraziioni dell’Unità d’Italia, perché non rimangano in eterno  solo e soltanto un’occasione per esercizi di retorica istituzionale, ma lascino un segno nella memoria culturale del nostro Paese. Da Genova, dove si era recata per deporre una corona di fiori sulla statua del giovanissimo autore del nostro Inno nazionale, la Meloni ha voluto ribadire che la  la nostra identità va valorizzata soprattutto a scuola, nel modo di raccontare il passato e soprattutto senza strappare pagine importanti:  «Nessuno ricorda la storia straordinaria di Goffredo Mameli tanto che i giovani italiani preferiscono andare in giro con le magliette di Che Guevara, un eroe argentino, quando noi nella nostra storia nazionale abbiamo degli eroi che davvero non hanno nulla da invidiare a Che Guevara. Ma se gliela raccontassero,  probabilmente lo saprebbero». Un nodo dolente quello dell storia insegnata nelle scuole, con testi ancora puieni di omissis. Un vero peccato, perché i nostri ragazzi conoscerebbero la vita dei tanti govani eroi che si lanciarono in imprese più grandi di loro. E scoprirebbero che avevano la loro stessa età. Così, la presidente di Fratelli d’Italia ha poi deposto una corona sulla lapide di Goffredo Mameli in largo Sanguineti. 

Meloni: «La storia antica e moderna vanno salvaguardate»

«Di qui – ha poi aggiunto – è passato un pezzo importante della nostra storia recente, della storia che ci ha reso una nazione unita. Vale anche la pena che le istituzioni si ricordino che l’unità che noi abbiamo non è una cosa che ci è piovuta dal cielo ma che qualcuno ha costruito e difeso con la vita prima di noi, anche qualche genovese importante». «So che Genova – ha poi concluso, a margine del suo giro nel centro storico – con il centrosinistra e la giunta Doria sta avendo problemi di sicurezza, è la penultima città per spesa in questo settore. So che il Comune non ha dato ottimi segnali quando ha deciso di legalizzare un mercatino abusivo invece che sostenere l’artigianato. So che ci sono anche problemi nella gestione dei flussi migratori e che ci sono quartieri abbandonati. Non mi sembra in generale che la situazione del centro storico sia straordinaria:  questa è una città che ha una storia che non devo insegnare io ai genovesi, storia antica e storia moderna da valorizzare».