Fragalà ha pagato con la vita la lotta alla mafia: meriterebbe una medaglia d’oro

Le parole dei magistrati palermitani sono cristalline: al di là delle personali responsabilità degli imputati, che dovranno essere vagliate e stabilite nel processo, la bestiale esecuzione di Enzo Fragalà fu ordinata dalla Mafia. Il deputato di An e valente legale del foro siciliano era inviso alle cosche perché, nello svolgimento della sua professione, pur assicurando il diritto alla difesa ai suoi assistiti, tentava sempre d’indurre i suoi clienti a passare dalla parte dello Stato, a dissociarsi dalla criminalità organizzata. Fragalà, in altre parole, coniugava la deontologia del perfetto avvocato con gli ideali della Destra per i quali, fin da ragazzo, si era battuto: nel Fuan, Nel Msi-Dn e in Alleanza nazionale. Verità e Giustizia furono due tratti distintivi dell’essere un avvocato e un uomo politico, in Enzo Fragalà, il quale si spese molto e generosamente anche per illuminare i più drammatici e controversi misteri della nostra storia, a partire da Ustica e dalla Strage di Bologna. Un impegno, quello per chiarire le pagine oscure della Repubblica, che gli valsero anche vergognose campagne diffamatorie da parte degli spregevoli e ipocriti “professionisti dell’antimafia”.

Fragalà, un eroe moderno

Quella che la Procura di Palermo ci restituisce, dopo sei anni di indagini, è l’immagine di un eroe moderno e la notizia dell’arresto dei suoi presunti assassini e delle motivazioni dell’omicidio avrebbero meritato, da parte dei media, attenzione ben maggiore e più profonda di quella registrata negli ultimi due giorni. E, da parte dello Stato, meriterebbe quel massimo riconoscimento – la Medaglia d’Oro al Valor civile – che è prevista per quanti, come Fragalà, arrivano a sacrificare la vita, pur di rimanere fedeli ai propri principi e agli altissimi valori che dovrebbero informare le istituzioni e tutta la società.