Maschio addio, quella dedicata ai papà è una festa in via d’estinzione

Si fa presto a dire 19 marzo Festa del papà. Coi tempi che corrono e coi dati che circolano, la ricorrenza odierna appare inesorabilmente destinata a diventare la mesta commemorazione di una figura in via d’estinzione che la celebrazione festosa di un ruolo ritenuto fino a ieri insostituibile. Sul papà, infatti, inteso come genitore-generatore di vita, incombono più pericoli che su un auto senza freni in una discesa priva di guardrail: dalla femminizzazione del maschio all’infertilità, all’irruzione delle coppie gay nella nostra legislazione, alla straboccante abbondanza di valori declinati al femminile nel costume e nella società oltre che naturalmente a quelli derivanti dall’inquinamento ambientale e da cattivi stili comportamentali. Tutto, insomma, sembra congiurare contro l’ex-sesso forte. E la situazione deve aver davvero superato il livello di guardia se persino la più progressista delle reti Rai, la terza, ha sentito il bisogno di dedicare un’inchiesta a questo tema con un titolo che è tutto un programma: «Ciao maschio». I dati diffusi da Presa diretta sono a dir poco allarmanti: la sterilità maschile è infatti raddoppiata nell’ultimo ventennio. E non è tutto. Secondo studi recentissimi, in una coppia infertile su tre la causa è maschile. Come mai? Semplice: si sono abbassati i livelli di testosterone, cioè l’ormone che presiede allo sviluppo e alla maturazione degli spermatozoi. Per capirci, il testosterone è quello che connota il maschio rispetto alla femmina: dai peli al timbro della voce, alla muscolatura, ai testicoli, alla grandezza delle ossa. Gli uomini ne producono sempre di meno: è la femminizzazione del maschio, un fenomeno di de-generazione che comincia prestissimo, ben prima che possiamo accorgercene e correre ai ripari. Secondo Presa diretta, già nel grembo materno per poi durare tutta la vita. A farne le spese sarebbe anche l’organo riproduttivo maschile, sin dal tempo dei romani simbolo di fecondità e di benessere. Secondo una ricerca condotta su un campione di 2mila giovani italiani di età compresa tra i 18 e i 19 anni, il pene si sarebbe accorciato di un centimetro rispetto a qualche anno fa. Una vera mazzata all’orgoglio sessuale italiano, alimentato da decenni di leggende a base di latin lover e vitelloni, queste sì condivise in ogni epoca e sotto ogni latitudine. Tutto è perduto, insomma, anche l’onore. Comunque sia, auguri a tutti i papà. Finché ci saranno.