Tutto facile per l’uomo vestito di nero: basta un’auto, nessuno può fermarli

E mentre il premier Theresa May ha convocato una immediata riunione del comitato Cobra, il comitato di coordinamento e strategia per le emergenze nazionali, l’intero Regno Unito è sotto choc, forse l’intera Europa. Perché come molti commentatori hanno notato, per terrorizzare una nazione bastano un’auto, un coltello, unitamente alla determinazione di morire, o comunque non temere la morte. Questo è l’asso nella manica dei terroristi islamici, che hanno sempre agito così: se basta un mezzo di trasporto qualunque, e qualcosa più di un taglierino, allora qualsiasi attentato diventa imprevedibile e nello stesso tempo inarrestabile. L’unica tecnica collaudata nei decenni è quella esposta dall’Irgun e poi dall’Haganah israleiano: rispondere colpo su colpo, far capire ai terroristi che qualsiasi cosa loro faranno, gli sarà restutita immediatamente. Regola alla quale Israele non ha mai derogato. Eppure gli attentati continuano, per questo il mondo ha paura.

L’uomo ha agito da solo. Nessun italiano coinvolto

Intanto La polizia londinese ritiene al momento che l’uomo considerato responsabile dell’attacco oggi a Westminister abbia agito da solo. Lo ha detto un portavoce della polizia nella conferenza in cui ha anche confermato che l’uomo è morto. Testimoni citati dal Daily Telegraph descrivono l’assalitore armato coltello come di un uomo di una quarantina di anni di aspetto asiatico. Il coltello che brandiva era lungo 20 centimetri circa. “Stavamo fotografando il Big Ben quando abbiamo visto la gente correre nella nostra dizione e poi questo tipo asiatico, di circa quarant’anni, con un coltello di 17-20 centrimetri. Poi ci sono stati tre spari, abbiamo attraversato la strada e guardato: l’uomo era steso per terra in una pozza di sangue”, ha raccontato uno di loro. Il Consolato generale italiano, in stretto raccordo con l’Ambasciata d’Italia a Londra e l’Unità di Crisi della Farnesina, sta effettuando tutte le verifiche del caso d’intesa con le autorità britanniche. Al momento non risultano connazionali coinvolti nell’attacco di Westminster.