Linkedin: a livello globale il 25% dei manager è donna. In Italia il 27,5%

A livello globale il 25% dei manager è donna e anche in Italia più di un manager su quattro (27,5%) è donna. Sono alcuni dati sull’occupazione delle donne diffuse da Linkedin, il social network per professionisti più grande del mondo, in un blogpost ufficiale pubblicato in occasione della Giornata internazionale della donna. Grazie all’analisi degli oltre 467 milioni di profili dei suoi utenti a livello globale, Linkedin, infatti, ha condiviso sul proprio blog alcuni dati d’interesse sull’occupazione femminile e su come questa si sia sviluppata anche ad alti livelli, negli ultimi anni, in diversi settori e paesi del mondo, con l’obiettivo di sensibilizzare quanto più possibile le persone sul tema della diversity inclusion in ambito professionale.

Linkedin: sempre più donne in ruoli di alto profilo

Da questa ricerca sono emerse, quindi, le aziende, le posizioni lavorative e le nazioni nelle quali le quote rosa stanno avendo più successo in termini di business. A partire dal 2008, infatti, sempre più professioniste sono state assunte in ruoli di alto profilo a livello aziendale in tutto il mondo e, «nonostante esista ancora un grosso gap di genere tra uomini e donne in ambito lavorativo, si iniziano a vedere – sottolineano gli esperti di Linkedin – dei significativi passi avanti che hanno portato al raggiungimento di un valore pari al 25% di donne che oggi ricoprono un ruolo di leadership all’interno di grandi e piccole imprese a livello globale».Tra i paesi presi in considerazione, inoltre, a sorpresa l’Italia evidenzia un +6% nelle assunzioni femminili in importanti ruoli manageriali, raggiungendo un valore complessivo di 27.5% e attestandosi, così, al nono posto della Top 10 delle nazioni che hanno registrato il maggior aumento di nuovi manager in rosa e che vedono ai primi tre posti di questa speciale classifica l’India (+19%), l’Olanda (+16%) e la Francia (+10%). Mentre la Spagna chiude in ultima posizione con un incremento minimo del 3%.

Più presenza di donne nel no profit

Sotto il profilo dei settori lavorativi, poi, i dati sottolineano anche come a livello globale le aree professionali che contano il maggior numero di lavoratrici siano quelle dell’istruzione e del non-profit (47%), seguite dal comparto healthcare e farmaceutico (40%). «Segmenti, questi, che a modo loro stanno guidando una vera e propria rivoluzione – spiega Linkedin – andando ad annullare il gap presente tra uomini e donne sotto il profilo professionale, a differenza di quanto capita invece in settori come quello dell’oil & energy che ha addirittura riscontrato un calo della presenza femminile, tra le file della propria forza lavoro, pari al 5% negli ultimi anni».