L’Fbi conferma Trump: nessuna prova sul Russiagate per le elezioni Usa

Il Russiagate? E’ una fake news, una notizia falsa e totalmente inventata. Donald Trump gioca d’anticipo sulla vicenda delle presunte interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali Usa 2016. E twitta la sua convinzione all’alba del giorno in cui è prevista l’attesissima audizione al Congresso del direttore dell’FbiJames Comey, proprio sul Russiagate. E l’Fbi gli da ragione. Sottolineando che non vi è alcuna prova che i voti delle elezioni presidenziali siano stati cambiati.

Davanti alla Commissione Intelligence della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, il direttore dell’Fbi James Comey e di quello dell’NsaMike Rogers sono chiamati a raccontare, in udienza pubblica, a quali conclusioni è giunta, finora, l’inchiesta riguardante i presunti legami tra Donald Trump e la Russia, cioè il cosiddetto Russiagate, se vi sia stato “inquinamento” dei risultati delle elezioni presidenziali da parte di Mosca e se, inoltre, Barack Obama abbia spiato Trump e il suo staff come sostiene il neo-presidente.

Gli hacker russi, rivelano sia Comey sia Rogers parlando ognuno per l’attività svolta dalla propria agenzia di intelligence, non hanno alterato i risultati elettorali nei cosiddetti “swing states‘”, gli stati chiave americani. E, quindi, la vittoria elettorale di Donald Trump, nel novembre del 2016, non è il frutto di attività di hackeraggio.

Alla domanda del repubblicano Devin Nunes, presidente della Commissione, sia Comey che Rogers hanno risposto che non ci sono prove di interferenze russe nel conteggio dei voti in Michigan, Pennsylvania, Wisconsin, Florida, North Carolina e Ohio.

D’altra parte, aggiunge il capo dell’Fbi, non c’è «alcuna informazione» a sostegno della accuse di intercettazioni ai suoi danni lanciate dal presidente Donald Trump nei confronti del suo predecessore Barack Obama di averlo intercettato. Ma, tuttavia, l’intelligence Usa non può escludere altre attività di sorveglianza. Una dichiarazione, quella dei due capi, che apre possibilità infinite e suggestive. E lascia a bagno Obama.