L’ex deputato di sinistra dopo la rapina non è più buonista: “Non siamo sicuri”

Una violenta rapina con sequestro di persona è stata compiuta nel pomeriggio di martedì ad Acerra, in provincia di Napoli, dove almeno sei banditi si sono intrufolati nella villetta dell’ex deputato del Pds Michele Giardiello. I rapinatori hanno minacciato la moglie con mazze di legno e coltelli, per farsi consegnare le chiavi di una cassaforte, impadronendosi di soldi e gioielli di famiglia. Della rapina ha dato notizia lo stesso esponente politico. «I banditi – ha detto Giardiello – vestiti di nero e con il volto coperto da un passamontagna, si sono introdotti nella villetta dal garage dell’abitazione, dopo aver divelto un pesante cancello automatico. In cinque sono entrati nella villetta, minacciando con coltelli e bastoni la moglie, Mimma, che era sola in casa, e l’ hanno costretta a consegnare le chiavi di una piccola cassaforte a vista».

L’ex deputato Giardiello: “Una vergogna, manca la sicurezza”

Dopo la rapina Giardiello ha commentato con una nota che non sembra quella di un politico di sinistra, buonista e politicamente corretto. La dichiarazione alla stampa dell’esponente postcomunista assomiglia a quella di un leghista della prima ora. «È una cosa vergognosa – ha tuonato l’ex deputato del Pds – ho fatto presente l’accaduto al Ministero dell’Interno, denunciando la totale mancanza di sicurezza e di controlli sul nostro territorio, dove si assiste a continue rapine a pensionati, furti in casa, scippi. Non ci sentiamo al sicuro». Peccato che un politico di sinistra debba subire in prima persona reati così odiosi e brutali per poter dire quello che i comuni cittadini denunciano da tempo.