L’Europa si compatta conto Erdogan. L’Austria: no alla Turchia nella Ue

Si aggrava la crisi fra la Turchia e l’Europa. Le provocazioni verbali di Ankara nei confronti dell’Olanda finiscono per compattare gli Stati del vecchio Continente e ne risvegliano l’orgoglio identitario.
«L’Olanda è l’Europa e l’Europa è l’Olanda. Se qualcuno vede del fascismo a Rotterdam, la città di Erasmo, è completamente distaccato dalla realtà. Siamo tutti solidali con l’Olanda: siamo europei e ne siamo fieri», dice il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, durante la sessione plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo. E non è certo l’unico a rispondere per le rime a Erdogan.

«Oggi l’Olanda va alle urne – gli fa eco il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani – e nessuno può offendere un Paese democratico che va a elezioni, offendendo così tutti i cittadini europei e i valori nei quali ci riconosciamo».

Vienna ne approfitta per mettere una pietra sopra le aspirazioni europee della Turchia. In un documento preparato in vista della presidenza austriaca dell’Ue, nella seconda metà del 2018, e ottenuto dalla Dpa, il ministero degli Esteri austriaco scrive: «L’adesione della Turchia alla Ue è impensabile», a maggior ragione tenendo conto della stretta repressiva degli ultimi mesi. Piuttosto, Vienna ritiene che l’Unione Europea dovrebbe puntare ad un accordo di cooperazione con Ankara, che comprenda il commercio, la politica estera, la giustizia e la lotta contro il terrorismo.

Dal canto suo il governo tedesco ha minacciato oggi di vietare l’ingresso sul proprio territorio di esponenti politici di rilievo provenienti dalla Turchia. «La Germania dispone di risorse legali per impedire l’ingresso di esponenti di un governo straniero», avverte il capo di gabinetto del governo tedesco, Peter
Altmeier, citato dai media del gruppo Funke. Il fatto che l’esecutivo di Berlino non abbia fatto ricorso finora alle possibilità offerte dal diritto internazionale non rappresenta in alcun modo una “carta bianca” per il futuro, ha aggiunto il politico conservatore: «Il divieto di ingresso sarebbe l’ultima risorsa».

All’inizio della settimana, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva accusato in un’intervista la Merkel di appoggiare i terroristi.
Alcuni giorni prima la scelta di vietare alcuni comizi di politici turchi in territorio tedesco era stata paragonata alla politica nazista. «La Turchia attribuisce sempre un grande valore al fatto che l’onore del suo paese non venga in alcun modo attaccato, ma anche la Germania ha un onore!», ha sottolineato Altmaier.

Da parte sua la Turchia prosegue come uno schiacciasassi nelle politica di scontro con l’Europa. Le autorità della città di Istanbul hanno rotto il gemellaggio con Rotterdam facendo seguito ad un intervento del presidente turco Recep Tayyip Erdogan che annunciava di aver chiesto al premier Binali Yildirim di contattare le autorità di Istanbul per annullare l’accordo di gemellaggio tra le due città.

«Ho detto al premier la notte scorsa di informare con urgenza il sindaco di Istanbul e di rompere in modo unilaterale l’accordo di gemellaggio con Rotterdam», ha detto Erdogan durante un raduno nella provincia occidentale turca di Afyon.

La scorsa settimana al ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, era stato impedito di raggiungere Rotterdam per un comizio in vista del
referendum in Turchia del 16 aprile sulla contestata riforma costituzionale. Le autorità olandesi hanno anche respinto la ministra turca della Famiglia, Fatma Betul Sayan Kaya, che avrebbe dovuto raggiungere il consolato turco a Rotterdam.

«Lo spirito del fascismo dilaga nelle strade d’Europa», accusa il presidente turco Erdogan in un discorso trasmesso in tv puntando il dito contro l’Olanda e tornando a citare Srebrenica accusando gli olandesi di aver «massacrato più di 8.000 musulmani bosniaci».
«Non hanno niente a che fare con la civiltà, né con la modernità. Sono quelli che hanno massacrato più di 8.000 musulmani in Bosnia Erzegovina con il massacro di Srebrenica».
«Gli ebrei sono trattati allo stesso modo che in passato», ha aggiunto Erdogan. E riferendosi all’ascesa dei movimenti di ultra-destra, il presidente turco, citato dal sito del quotidiano Hurriyet, ha sottolineato che l’«Europa sta annegando nelle proprie paure. La turcofobia sta montando. L’islamofobia sta montando. (Gli europei ndr) sono anche impauriti dei migranti che cercano rifugio. Hanno paura di qualsiasi cosa e sono ostili a tutto ciò che non sia di lì».

E a margine della guerra di parole fra la Turchia e l’Europa c’è da registrare anche l’espulsione di 40 vacche frisone da parte dell’Associazione dei produttori di carni rosse della Turchia. Il presidente dell’Associazione, Bulent Tunc, ha riferito che «simbolicamente» sono già state rispedite nel Paese europeo 40 mucche olandesi, razza Dutch Holstein prelevate dalla fabbrica casearia di Biga, nella provincia occidentale di Canakkale: «sono diventate molto comuni nel nostro Paese. Ma questa razza sta iniziando a causare gravi problemi. Il primo gruppo di Holsteins è stato caricato e sarà rimandato» in Olanda. «Se non accettano di riprendersele – avverte Tunc ridendo – allora distribuiremo i pezzi (di carne, ndr)».