Le Iene inguaiano la Raggi: firme false per la candidatura a sindaco?

È stato commesso un falso nella candidatura di Virginia Raggi come sindaco di Roma? A sollevare pesanti interrogativi è la puntata andata in onda domenica sera, de Le Iene. Sulla questione il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri ha annunciato un’interrogazione parlamentare. L’inviato della trasmissione in onda su Italia Uno, Filippo Roma, ha scoperto che ci sono delle gravi irregolarità nella raccolta delle firme per le elezioni Comunali che hanno visto vincere Virginia Raggi. In particolare, ci sono dei moduli retrodatati. Come se le firme fossero state apposte successivamente alla compilazione e al deposito del modulo.

La Raggi non risponde alle domande delle Iene

La vicenda assomiglia per molti versi alla raccolta delle firme (rivelatesi false) dal M5S a Palermo. Per fare chiarezza sulla vicenda, l’inviato delle Iene ha raggiunto la sindaca Raggi sulle piste di sci sulle Dolomiti. Il risultato è stato un buco nell’acqua e una serie di risposte omertose della Raggi. Non è mancato il suo cavallo di battaglia: “Non ne so niente”. Un’altra vicenda che la prima cittadina M5s ha vissuto da protagonista inconsapevole. Come al solito, tutto accade sulla sua testa “a sua insaputa”.

GUARDA IL SERVIZIO DELLE IENE SULLE FIRME DELLA RAGGI

Il servizio si intitola, ironicamente, “le firme che ritornano dal futuro”. «Il 20 aprile 2016 – denuncia il consigliere della Lista Marchini, Alessandro Onorato – dichiarano di aver raccolto 1352 firme utilizzando novanta atti separati. Ma loro le firme le hanno raccolte tre giorni dopo: il 23 aprile 2016. Quindi o sono dei veggenti o c’è un falso», dice Onorato. Nella presentazione della lista dei candidati i 5 Stelle il 20 aprile dichiaravano di avere 1352 firme già pronte, ma anche un tweet della stessa Raggi dice che la raccolta c’è stata il 23 aprile. I 5 Stelle come facevano il 20 aprile a sapere cosa sarebbe successo tre giorni dopo? E ancora: ad avere autenticato le firme sono stati 10 cancellieri, ma le firme sono state raccolte in 20 banchetti in venti zone di Roma: «Non è che oltre la preveggenza hanno anche la dote dell’ubiquità?».