L’allarme dei fiorai: le mimose vanno ancora, ma ci sono troppi irregolari

La tradizione di regalare mimose è in crescita. Dopo un San Valentino positivo per il mercato dei fiori, gli operatori hanno buone speranze anche per la Festa della Donna: tra oggi e domani, infatti, gli italiani dovrebbero acquistare circa dodici milioni di ramoscelli di mimose, un dato in leggero aumento sullo scorso anno. Ma anche un formidabile richiamo per i venditori abusivi, che nel corso dell’anno sottraggono in media circa 400 milioni di euro al commercio al dettaglio legale di fiori. È quanto stima Assofioristi, l’associazione dei fioristi Confesercenti, sulla base di un’indagine condotta con Ref ricerche. Nonostante il previsto aumento della domanda, il prezzo delle mimose rimarrà stazionario. Per un ramoscello semplice si spenderanno in media tra i tre e i cinque euro, oltre sette per le qualità più pregiate e di grandi dimensioni. Il costo unitario di un bouquet composto da mimose, tulipani e altri fiori di stagione, invece, parte dai 25 euro.

Stop ai venditori abusivi 

Ad essere in crescita, invece, è il numero di venditori irregolari che, secondo le segnalazioni dei nostri operatori, sono in aumento soprattutto nelle grandi città, fuori dai mercati ma anche ai semafori e lungo le strade. Il settore dei fiori è uno dei comparti più colpiti dal fenomeno dell’abusivismo commerciale, che tende a intensificarsi in alcuni periodi dell’anno, in concomitanza di particolari ricorrenze. «Come torna puntuale la Festa della Donna, così tornano immancabili i venditori abusivi di mimose – commenta il presidente di Assofioristi, Mario Selicato – che fanno concorrenza sleale ai fiorai che svolgono la propria attività lecitamente. Abusivi che fermano macchine e passanti vendendo mimose, rose e bouquet vari di dubbia provenienza. Il danno per le imprese del settore – avverte – è evidente. Il lavoro delle attività del nostro comparto, ormai, è sempre più legato a celebrazioni e feste come l’8 marzo e San Valentino, due eventi che da soli valgono circa il 10-15% del fatturato complessivo del settore. Ecco perché chiediamo allo Stato e alle amministrazioni locali un impegno extra contro il fenomeno: servono più controlli per fermare il dilagare dell’abusivismo, soprattutto in questi periodi di importanza cruciale per i nostri operatori, o gli irregolari ci metteranno in ginocchio».