«La vittoria della Le Pen? Cataclisma»: parola di ambasciatore negli Usa…

Inizia la cmpagna diffamatoria e denigratoria di tutti i gangli dello Stato francese contro il Front National di Marine Le Pen, in attesa delle elezioni dove è data per favorita: “In termini diplomatici, sarebbe un totale disastro”. Non usa mezzi termini Gerard Araud, ambasciatore francese a Washington, per definire una possibile vittoria di Marine Le Pen alle prossime elezioni francesi, ricordando le sue promesse elettorali di far uscire la Francia dalla Ue e dall’eurozona, cosa che innescherebbe “un terremoto politico” in Europa, e non solo. “Significherebbe il crollo della Ue, perché la Ue senza la Francia non ha senso – ha detto ancora in un’intervista al Washington Post – significherebbe il collasso dell’euro ed una crisi finanziaria che avrebbe conseguenze in tutto il mondo”. Araud non è il primo diplomatico francese a schierarsi ufficialmente contro la candidata alla presidenza del Front National: ieri Thierry Dana, ambasciatore in Giappone, ha scritto, in un articolo su Le Monde, che non servirà un eventuale governo di estrema destra, rinunciando quindi a qualsiasi incarico diplomatico. Un articolo che il collega Araud ha subito apprezzato come “eccellente” su Twitter.

L’ambasciatore piange: “Le nostre certezze crollano….”

Conoscitore degli Stati Uniti, dove per oltre un decennio ha rappresentato la Francia in diversi incarichi, compreso quello all’Onu, il 64enne diplomatico francese, non esita a fare un paragone con quello che è successo a Washington con l’elezione di Donald Trump. “Era come se la città non volesse accettare che stava succedendo qualcosa – ha ricordato, parlando del famoso establishment politico americano – e si è svegliata l’8 novembre ed è ancora sotto shock”. Uno shock che l’ha spinto a guardare con occhi diversi la campagna elettorale francese: “Fino all’8 novembre, quando mi chiedevano se potesse vincere la candidata dell’estrema destra, la mia risposta era no. All’improvviso, ho sentito che non potevo più dare la stessa risposta”. “Sta succedendo qualcosa di grande nelle democrazie occidentali, la Brexit non è stato un incidente – ha concluso Araud – stiamo facendo i conti con un crisi globale e il mondo delle nostre certezze sta collassando”. Questa ultima frase è forse l’unica cosa sensata detta da questo presunto conoscitore degli Usa. “Sono 12 anni che sto negli Stati Uniti, ma non ho mai visto una tale frenesia paranoide, da entrambe le parti, un approccio alla non faremo prigionieri unito a teorie del complotto. Anche in Europa – ha concluso – la nostra vita politica è molto più radicalizzata di quanto fosse 15 o 20 anni fa”. Per vedere un’altra “frenesia paranoide”, basta che torni in Francia…