La Ue riesce a spaccarsi perfino sulla grandezza delle gabbie per i conigli

L’Europa unita si spacca su tutto, anche sulla dimensione delle gabbiette degli allevamenti di conigli, su cui gli animalisti combattono da anni una dura battaglia.  Tra discussioni sull’euro, immigrazione, conti pubblici e liberalizzazione, nelle sedute plenarie di Bruxelles c’è spazio anche per quelle povere bestiole, ma anche qui è difficile prendere decisioni. Domani il Parlamento europeo voterà un report che potrebbe portare alla graduale dismissione delle gabbie negli allevamenti di conigli in Ue. Ma l’introduzione di un emendamento dell’ultimo minuto potrebbe cancellare la volontà di oltre 600mila cittadini europei che hanno firmato chiedendo l’abolizione delle gabbie per i conigli. Lo rende noto Ciwf, organizzazione internazionale per il benessere degli animali da allevamento, che invita i cittadini a twittare e scrivere agli europarlamentari italiani affinché votino per dare protezione legislativa ai conigli.

L’emendamento che penalizza i conigli

Se venisse votato – spiega Ciwf – questo emendamento “salva-gabbie” portare al passaggio a gabbie “arricchite”, vale a dire a gabbie di poco più grandi di quelle di batteria (uno spazio equivalente a quello di un foglio A4). «Il momento di dare protezione legislativa ai conigli, animali per troppo tempo dimenticati, è arrivato – sottolinea Annamaria Pisapia, direttrice di Ciwf Italia Onlus – I conigli sono come tutti gli animali esseri senzienti ed il benessere animale è un bene pubblico: quali migliori ragioni per appoggiare il report in votazione e rigettare l’emendamento “salva gabbie” dell’industria? Ci appelliamo agli eurodeputati italiani, affinché facciano prevalere queste ragioni, valori incontestabili, sugli interessi economici dell’industria cunicola».