La Raggi vuole sterilizzare i cinghiali. Topi e scarafaggi sono avvisati…

In queste ore è allo studio del Campidoglio un metodo «efficace» per la sterilizzazione dei cinghiali. Proprio così, non è una boutade. In cima all’agenda della sindaca Virginia Raggi ci sono i cinghiali e la ricerca di un metodo per impedire la proliferazione degli animali che, è cronaca di questi giorni, circolano allegramente per le vie della Capitale grufolando vicino ai cassonetti. Pensavate a un piano per il traffico, per la manutenzione delle buche, per risolvere l’allarme rifiuti, per la violenza nelle periferie? Problemi secondari per lo staff della sindaca grillina, quelli possono aspettare.

La Raggi pensa a sterilizzare i cinghiali

«Stiamo valutando l’opportunità di utilizzare un immunovaccino sui cinghiali –  annunciano il presidente della commissione Ambiente Daniele Diaco e l’assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari – è nostra intenzione applicare tale progetto alla nostra realtà cittadina, al fine di contrastare questa criticità in modo sostenibile e rispettoso dei diritti degli animali. Nei vari tavoli tecnici è emerso che la Regione Lazio ha acquisito le competenze in materia non possiede le adeguate risorse umane ed economiche necessarie alla risoluzione del problema».  

La Capitale è allo sbando

L’emergenza esiste, non c’è dubbio, ed è l’ennesima prova delle condizioni da terzo mondo in cui si trova la Capitale d’Italia. Gli avvistamenti di cinghiali neri, anche nei “quartieri bene” della città,  aumentano settimana dopo settimana e il problema è balzato drammaticamente alla cronaca dopo l’investimento sulla via Cassia di un uomo in scooter ucciso dallo scontro con il bestione. Ma l’allarme è il frutto di un’incuria generale. Prima di sterilizzare i cinghiali la giunta Raggi dovrebbe affrontare le cause del degrado cittadino, a partire dall’emergenza rifiuti con valanghe di immondizia non raccolta che diventa l’habitat ideale per topi, gabbiani e insetti di ogni tipo che mettono a repentaglio la salute dei romani.