La famiglia di Maria Noemi ancora sotto sfratto: il Campidoglio non trova una soluzione

Una soluzione: da tempo ormai in Campidoglio tutti sanno che va trovata una soluzione al grave problema che incombe sulla famiglia Mariani – sul papà Emmanuel, la moglie e, soprattutto, sulla loro figlia Maria Noemi, una bimba di 11 anni invalida al 100% –; un dramma, quello dello sfratto ormai imminente da una casa popolare, che minaccia la loro serenità. Una soluzione annunciata da tempo, ma sulla quale dalla sindaca Raggi – interpellata a distanza, evocata continuamente – si attende da tempo, ormai, una pronuncia definitiva.

Maria Noemi ancora sotto sfratto: la Raggi tace

«L’assessore capitolino al Bilancio e al Patrimonio, Andrea Mazzillo ci ha incontrato. Ha detto che sta cercando una soluzione per me e per le altre famiglie: l’intento di aiutarci c’è. Spero che prima o poi si  arrivi a una soluzione», ha ribadito ancora una volta, allora, Emmanuel Mariani, il papà di Maria Noemi, la bambina di 11 anni invalida per un errore durante il parto, che ora rischia lo sfratto, insieme a molte altre famiglie, dalle case dell’Ater in cui vivono. Dopo anni dall’assegnazione, infatti, il Campidoglio ha inviato loro  delle lettere ritenendo «illegittime» le assegnazioni degli alloggi popolari alla luce di un procedimento penale a carico del firmatario della determinazione dirigenziale con la quale furono concesse quelle abitazioni. Appena ieri (giovedì 9 marzo ndr), Mariani e altre famiglie hanno fatto un sit in e acceso delle fiaccole al Campidoglio, tornando a chiedere, ancora una volta, di mettere nero su bianco lo stop agli sfratti, tante volte eniunciato verbalmente, reclamato giornalisticamente, condiviso moralmente. 

La storia di Maria Noemi e della sua famiglia

Quella di Maria Noemi e dei suoi genitori, di vicenda, la conoscono davvero tutti ormai: a distanza di una decina di anni dall’attribuzione di un alloggio popolare, il Campidoglio ha inviato alla famiglia Mariani –e non solo – delle missive in cui venivano bollate come «illegittime» le assegnazioni delle case concesse tempo addietro, alla luce di un procedimento penale a carico del firmatario della determinazione dirigenziale con la quale furono concessi quegli alloggi, compreso quello della famiglia Mariani. Poi, nelle scorse settimane, è arrivata a tutti gli interessati da quell’incredibile provvedimento, un’altra doccia fredda: una nuova determinazione dirigenziale, firmata il 27 dicembre scorso, che, sostanzialmente, confermava gli sgomberi. Una corsa contro il tempo e contro lo sfratto, allora, quella ingaggiata dalle vittime di questa assurda vicenda che rischia di mettere on mezzo alla strada famiglie di italiane già messe a dura prova anche da altre, pesanti, difficoltà. Una corsa che, dopo tantae tale via crucis percorsa e subita dai diretti interessati, possa concludersi nel migliore dei modi…