Italia in missione nella City: “Venite a Milano”. Ma a Londra c’è diffidenza

È il modello Expo, quello che ha funzionato per vincere e riportare il grande evento a Milano. Ci si riprova con lo stesso schema. Istituzioni di diverso colore politico e di diverso peso sbarcano a Londra nel giorno di Brexit. Obiettivo: rassicurare gli investitori stranieri sulla tenuta politica ed economica del Paese e portare in Italia — soprattutto a Milano — una fetta del grande esodo che «spopolerà» i quartieri della City da qui a due anni. Cabina di regia al gran completo per un’operazione di marketing territoriale in grande stile organizzata dall’ambasciata italiana a Londra, si legge su “Il Corriere della Sera“.

Milano vuole rimpiazzare la City nella UE

Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, il ministro dell’Economia Pier Cario Padoan, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e il governatore della Lombardia, Roberto Maroni. Parlano a una folta platea di investitori nella prestigiosa sede di Bloomberg. «Brexit — ha detto Padoan — genera costi e opportunità, cambierà in modo forte il panorama europeo. Noi siamo qui per spiegare che l’Italia e Milano potranno essere un’opportunità per l’Europa e il Regno Unito. Stiamo introducendo un maggior taglio di tasse per le imprese e benefici fiscali per chi vuole tornare in Italia».

Obiettivo numero uno: l’EMA

Prima e dopo una lunga serie di incontri bilaterali con il mondo delle imprese e delle grandi istituzioni bancarie (Goldman Sachs, Bank of America Merril Lynch, Jp Morgan, Credit Suisse). Due gli obbiettivi. Il primo mirato: l’Ema, l’Agenzia del Farmaco. È la posta principale. Milano si è fatta avanti. Il dossier è quasi pronto anche se mancano ancora le linee guida della Commissione Europea. La sede potenziale è prestigiosa: il Pirellone di Giò Ponti. Gli incentivi fiscali sono ghiotti: una flat tax di 100 mila euro per i manager che sbarcheranno a Linate che ha già provocato polemiche da parte della Germania oltre alla risposta dello stesso Padoan: «L’Italia è all’avanguardia nella lotta ai paradisi fiscali». Ci sarà anche un ufficio creato ad hoc dal Comune di Milano per sveltire tutte le operazioni di trasloco: dalla ricerca di una casa alla scuola dei figli . «Ho una buona sensazione — dice Sala — Le avversarie più difficili sono Vienna, Copenhagen, Amsterdam, Dublino, ma dal punto di vista del dossier di candidatura ci sentiamo sereni. Poi la decisione sarà politica». Il secondo convincere le istituzioni finanziarie che la «bad reputation» dell’Italia è figlia d’altri tempi. Che le riforme vanno avanti (citazione Padoan) che la giustizia civile a Milano è veloce (copyright Alfano) che i pagamenti vengono fatti entro 20 giorni (dice Maroni).