Il ritorno di Braveheart: la Scozia riprova a sganciarsi dal Regno Unito

Verso una guerra diplomatica Londra-Edimburgo? Pare proprio di sì, anche se non tutti gli scozzesi vogliono l’indipendenza dal Regno Unito. Downing Street ha reagito all’annuncio del premier scozzese Nicola Sturgeon di un nuovo referendum per l’indipendenza scozzese. La nuova consultazione, ha detto un portavoce del governo di Sua Maestà, “creerebbe divisioni e provocherebbe enorme incertezza economica nel momento peggiore possibile”. Tuttavia, nella dichiarazione del portavoce di Downing Street, fa notare la stampa britannica, non c’è un rifiuto netto rispetto all’ipotesi annunciata stamani dalla first minister scozzese. Da Bruxelles intanto fanno sapere che in caso di indipendenza dal Regno Unito la Scozia non rimarrà automaticamente membro della Ue, ma dovrà fare domanda di ammissione all’Unione. Lo ha detto il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas, secondo quanto riporta la Press Association.

Downing street: linea dura con la Scozia

Theresa May pochi giorni fa ha comunicato di aver deciso di applicare la linea dura nei confronti della Scozia, sfidando apertamente la first minister Sturgeon che chiede maggiore autonomia da Londra dopo la Brexit e minaccia un nuovo referendum per l’indipendenza. Parlando al congresso del Partito conservatore scozzese a Glasgow, la premier britannica ha escluso la concessione di nuovi poteri a Edimburgo che, a suo giudizio, renderebbero il Regno Unito “più debole e scollegato”. La May ha ribadito che il suo obiettivo principale è proteggere l’integrità del Regno Unito, che verrebbe compromessa da un’ulteriore autonomia legislativa e di spesa assegnata alla Scozia. Evidentemente, commentano i media britannici, la premier si sente sicura rispetto alla minaccia di un nuovo referendum. Nonostante l’ampia maggioranza politica di cui gode in Scozia lo Scottish National Party, sul tema del referendum l’Snp non raccoglie altrettanti consensi. Solamente il 35% degli scozzesi vuole un nuovo referendum prima della Brexit e i favorevoli all’indipendenza sono fermi al 45%, ben al di sotto della maggioranza che sarebbe necessaria alla Sturgeon per indire una nuova consultazione sul divorzio da Londra.