Un giudice di Modena: «Il Crocifisso fuori dalle aule durante le elezioni»

Una sentenza che farà discutere: il Crocifisso non deve essere presente nelle aule scolastiche quando in esse si svolgono le elezioni. Lo ha deciso il giudice Paolo Siracusano del tribunale di Modena. Al contrario, come riporta Repubblica,  durante le lezioni la presenza del Cristo in croce «rientra nel margine di discrezionalità di ciascun Stato nell’amministrare il servizio scolastico ed educativo purché non sia accompagnato da insegnamenti obbligatori del cristianesimo o da forme di intolleranza verso alunni appartenenti ad altre religioni». Il fatto che ha scatenato la disputa parte dalla denuncia di un leghista, seguita poi da querele. 

Il Crocifisso e la laicità dello Stato 

L’argomentazione del giudice Siracusano, si legge ancora su Repubblica,  richiama al dettame della Costituzione che garantisce la laicità dello Stato. In nome di essa, anche l’immagine di un Crocifisso, ancorché simbolica, può in qualche modo perturbare le decisioni degli elettori. «L’imparzialità della funzione di pubblico ufficiale – ha scritto il giudice nella sentenza –  è strettamente correlata alla neutralità dei luoghi deputati alla formazione del processo decisionale nelle competizioni elettorali che non sopporta esclusivismi e condizionamenti  sia pure indirettamente indotti dal carattere evocativo, cioè rappresentativo del contenuto di fede, che ogni immagine religiosa simboleggia». Ma «la discrezionalità del singolo Stato», come ha stabilito il giudice citando una sentenza della “Grande Chambre Cedu” del marzo 2011, consente il suo ritorno nell’aula a elezioni avvenute.